Giovedì processo d’Appello

Si terrà giovedì a Roma il processo d’Appello nei confronti di Carmine Belli, il carrozziere di 38 anni di Arce, assolto il 7 luglio 2004 dalla Corte d’Assise di Cassino dall’accusa di aver ucciso, per futili motivi, la studentessa 18enne Serena Mollicone il 1 giugno del 2001.
Il 21 settembre scorso Belli ha depositato presso la Cancelleria della Corte di Assise d’Appello di Roma una propria memoria dove chiarisce i motivi della propria totale estraneità relativa al caso di Serena Mollicone. Belli contesta punto per punto le argomentazioni accusatorie degli appellanti (pm, pg e parti civili) tramite dodici enunciati analitici e difensivi, e allega la consulenza del criminologo Carmelo Lavorino già prodotta in dibattimento.
Carmine Belli ha inoltre revocato l’incarico agli avvocati Silvana Cristoforo e Romano Misserville che lo avevano difeso in Corte d’Assise mentre ha confermato l’incarico di consulenza criminologica e criminalistica a Lavorino. I nuovi legali saranno resi noti da Belli dopo la nomina.
Serena Mollicone, che frequentava l’ultimo anno del liceo psico-pedagogico di Sora, venne uccisa il primo giugno 2001 e trovata due giorni dopo in un bosco nei pressi del fiume Liri a cinque chilometri dal suo paese. Il suo assassino l’aveva legata con un filo di ferro e nastro adesivo bianco e imbavagliata con una busta di plastica intorno alla testa determinandone - come accertato dal medico legale - il decesso per asfissia. La mattina del primo giugno la ragazza si era recata in pullman ad Isola Liri per un esame radiologico all’ospedale cittadino. Per ritornare a casa, verso le 11, avrebbe chiesto il passaggio in auto a qualcuno. Da quell’ora si persero le sue tracce.
La ragazza venne ritrovata morta il 3 giugno. Polizia e carabinieri interrogarono centinaia di persone ma senza esito. A seguito di alcune contraddizioni la polizia il 5 febbraio 2003 arrestò il carrozziere Carmine Belli per carenze nell’alibi della mattinata del primo giugno, giorno della scomparsa della ragazza.
Il 7 luglio 2004 Belli fu assolto per non aver commesso il fatto. Da allora ha ripreso la sua attività di carrozziere.