Da giovedì la scuola se ne va in vacanza

Augusto Pozzoli

Anno scolastico 2004-05, siamo al conto alla rovescia: mancano, infatti, ancora soli tre giorni di lezione, poi tutti (o quasi) in vacanza. Fanno eccezione i ragazzi che dovranno sostenere gli esami di licenza media, e soprattutto quelli che devono concludere il corso di studi superiori con l’esame di Stato. Inoltre resteranno ancora aperte fino alla fine le scuole materne.
In realtà in molti istituti l’attività didattica è da tempo in disarmo. A ragion veduta, come negli istituti professionali, dove dall’inizio della settimana gli esami di qualifica hanno preso il posto delle lezioni. Ma anche per un antico vezzo delle scuole abituate comunque a tirare i remi in barca appena c’è odor di vacanze, o per aver impostato un calendario scolastico interno poco avveduto. Basti pensare a quelle che hanno programmato lezioni regolari anche durante l’ultimo «ponte»: di fatto la maggior parte dei banchi sono rimastati vuoti, e per i presenti sono state finte giornate di studio.
Dopo l’8 giugno, comunque, gli allievi vanno in vacanza, ma non andranno in vacanza i problemi della scuola. Già il giorno dopo il direttore scolastico regionale Mario Dutto ha dato appuntamento, alle 16, al coordinamento dei rappresentanti degli enti locali e all’assessore provinciale all’Istruzione Giansandro Barzaghi che andranno a sostenere la necessità che alla scuola milanese vengano assegnate per il prossimo anno scolastico altre risorse di personale oltre a quello già previsto dal ministero. Per garantire il tempo pieno alla scuola primaria secondo il modello organizzativo tradizionale (due insegnanti per classe). Una condizione che, secondo i sindacati, non è possibile attuare in almeno 150 istituti. Per assicurare, sempre alla scuola primaria, la possibilità di svolgere tre ore la settimana di inglese come avviene da anni (con gli organici appena varati si coprono solo due ore settimanali). E alle superiori, il blocco di una organizzazione della cattedre che, sempre secondo i sindacati, porterebbe a tagliare a Milano e provincia un migliaio di posti.
In occasione dell’incontro, Cgil e Cisl scuola hanno promosso un sit in davanti agli uffici della direzione scolastica regionale, in via Gonzaga. La disponibilità dei posti del resto condiziona pesantemente gli stessi precari della scuola che, dopo aver presentato domanda di inserimento delle graduatorie provinciali (negli uffici del Csa, l’ex provveditorato agli studi, di via Ripamonti ne hanno contato quasi 20mila che stanno vagliando a una a una), sono ancora in attesa del decreto ministeriale che dovrà fissare il numero di cattedre per le immissioni in ruolo. Le graduatorie dovranno essere pubblicate agli inizi di luglio, perché le nomine devono essere effettuate per legge entro la fine dello stesso mese. Ma quanti saranno i posti fissi assegnati per Milano e provincia resta tuttora un’incognita.