Gioventù adiposa: i ragazzi italiani mangiano male e si muovono poco

Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni sostiene il progetto educativo «A scuola inForma», promosso da Modavi Onlus, che si propone di diffondere stili di vita più corretti e salutari per gli studenti tra le famiglie e nella scuola con l'aiuto degli esperti.

Merendine, pizza e patate fritte consumate davanti alla tv o nelle pause tra una partita e l'altra con la playstation. Molti, troppi adolescenti italiani mangiano male e si muovono pochissimo. Un problema da non sottovalutare perché questi ragazzi domani saranno ipertesi, avranno problemi di fegato e di diabete e comunque invecchieranno precocemente da un punto di vista clinico. Su questo fronte ha deciso di impegnarsi il ministro della Gioventú, Giorgia Meloni. «I dati sui disturbi alimentari tra i giovanissimi sono allarmanti: a soffrirne sono circa 3 milioni. Ma c'è ancora poca formazione e informazione a riguardo», denuncia la Meloni che ha deciso di sostenere il progetto educativo «A scuola inForma». Promosso da Modavi Onlus questo progetto si propone di diffondere stili di vita più corretti e salutari tra le famiglie e nella scuola con l'aiuto degli esperti.
«Le scuole non riescono ad avere sempre gli strumenti per combattere questi fenomeni e le famiglie spesso si ritrovano da sole -dice il ministro-Proprio per questo bisogna fare formazione e informazione: solo così si possono combattere questi disturbi. Sulla base dei risultati ottenuti il progetto in partenza in 5 regioni potrá essere diffuso in tutto il territorio nazionale».
I dati sono stati raccolti nelle 5 regioni italiane dove il problema del sovrappeso e dell'obesità risulta maggiormente diffuso (Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia)coinvolgendo studenti di età compresa tra i 13 e i 18 anni, nei 40 istituti scolastici presenti nei 9 capoluoghi di provincia identificati (Viterbo, Frosinone, Napoli, Bari, Foggia, Cosenza, Crotone, Agrigento, Palermo).
Per quanto riguarda l'alimentazione questi ragazzi cominciano male fin dal mattino. Sono in tanti quelli che non fanno colazione, il 39 per cento, saltando così il pasto più importante della giornata. Quelli che invece la fanno scelgono latte, 67 per cento; biscotti e fette biscottate, 48; cereali, 36; merendine e dolci, 27; caffè, 24. Praticamente nessuno fa la scelta più indicata: la frutta viene consumata soltanto dal 5 per cento. A pranzo per tutti pasta e riso, 100 per cento. Poi troviamo la verdura, 37; la carne 34; affettati 30; frutta, 26. Poco consumato il pesce, soltanto l'8 per cento.
Con la cena si peggiora decisamente. Forse perchè nelle case si cucina di meno vediamo prevalere panini imbottiti, 41 per cento; pizza, 29; patatine fritte, 14. Scareseggiano i cibi più sani e nutrienti: legumi solo per il 12 per cento; frutta, 22; pesce, 19.
Ma i danni più gravi li fanno gli spuntini che in realtà sono spesso troppo abbondanti. La merenda di metà mattina è un "must" quotidiano per il 60 per cento dei ragazzi. Mentre per il 27 per cento si tratta di un appuntamento irregolare. Che cosa mangia chi fa merenda? Anche qui andiamo maluccio: il 75 per cento azzanna pizza o panini; il 17 si accontenta di uno snack salato mentre il 5 per cento ricade nelle merendine. Solo il 3 per cento consuma frutta, nessuno lo yogurt. A metà pomeriggio si replica in numero inferiore, soltanto il 39 per cento dei ragazzi mangia qualcosa. Tra gli alimenti preferiti dai ragazzi per questo pasto ancora gli snack (38), seguiti da merendine o dolci (24), frutta (18), pizza o panino imbottito (12) yogurt (8).
Oltre a mangiare cibi spesso nocivi gli adolescenti si muovono molto poco. Soltanto il 15 per cento raggiunge la scuola a piedi o in bici, gli altri vanno in moto o in macchina. Se a questo si somma il fatto che soltanto il 47 per cento fa sport ecco completato il quadro per un adolescente destinato al sovrappeso visto che nel tempo libero il 34 per cento si accascia davanti al pc e il 13 guarda la tv. Movimento soltanto per il 31 per cento, sport e per un altro 12 che almeno si fa una passeggiata. I poltroni, che sono addirittura il 64 per cento, passano davanti al piccolo schermo 3 ore o anche di più al giorno e al PC: un'ora per il 34 per cento e 2 ore al giorno per il 30.
Il progetto «A scuola inForma» prevede una prima fase pedagogica con una lezione al mese rivolta ai docenti, agli alunni e ai genitori e tenuta da un nutrizionista, coadiuvato da uno psicologo per quanto concerne gli aspetti psicologici legati all'alimentazione. Durante questo periodo all'interno delle scuole vengono attivati degli sportelli informativi condotti da nutrizionisti, che una volta alla settimana forniscono consulenza ad alunni, genitori e personale scolastico in tema di alimentazione. Contemporaneamente, una fase ricreativa coinvolge i docenti che si occupano delle attività sportive e gli studenti, in un ciclo di lezioni tenute da sport trainer professionisti, per due ore alla settimana. Il progetto è stato reso possibile grazie al contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.