Una gioventù a doppio malto

da Londra

L’Inghilterra sta vedendo andare in malora il suo futuro. Una nuova «gioventù bruciata», che si ubriaca, fa uso di droga, ha rapporti sessuali casuali non protetti e spesso per la disperazione contempla addirittura il suicidio. Uno studio del Priory Group sul comportamento dei giovani tra i 12 e i 19 anni in Gran Bretagna mette sulla carta un Paese in stato di ebbrezza.
Il 72 per cento dei 14enni e quasi il 50 per cento dei 13enni bevono alcolici (e chi beve regolarmente a quella età, avvertono gli esperti, ha quattro volte più possibilità di diventare un alcolizzato da grande); il 36 per cento dei 15enni ha provato marijuana o cocaina; il 32 per cento dei 15enni ha già avuto rapporti sessuali; il 25 per cento delle ragazze di 15 anni ha considerato l'ipotesi di togliersi la vita.
Le ragioni del fenomeno, afferma la ricerca, sono varie: il trauma dell'accresciuto numero di divorzi e crisi familiari; la sempre più forte pressione per superare esami scolastici ed essere ammessi alle scuole superiori e in seguito alle università più prestigiose; l'ossessione per l'apparenza esteriore e per il denaro, per cui la stragrande maggioranza degli adolescenti sogna di essere bella, magra e di successo. E a questo si aggiunge la pressione esercitata dai coetanei, attraverso il «bullismo», che impazza nelle scuole del Regno Unito al punto da avere spinto il governo di Tony Blair a considerarlo una piaga sociale. Fragili, soli, in balia di mode e riti collettivi, i giovani reagiscono con l'alcol, con la droga, con il sesso, e quando nemmeno questo funziona pensano che l'unica via d'uscita sia togliersi la vita.
Novecentomila teen-agers, indica il rapporto, hanno considerato la possibilità di uccidersi.