Il gip lascia in carcere la moglie del cacciatore: «Socialmente pericolosa»

Resta in carcere Clara Maneschi, 44 anni, lunigianese, fermata domenica sera con l’accusa di concorso nell’omicidio volontario aggravato del marito, Maurizio Cioni, il cacciatore di 49 anni trovato morto il 18 novembre nel bosco di Pallerone, ad Aulla. Lo ha deciso il gip di Massa, Giovanni Sgambati, che ha convalidato il fermo della donna, confermandone la custodia in carcere perché «socialmente pericolosa» e in grado «di inquinare le prove». Secondo la ricostruzione dei carabinieri, ad uccidere il cacciatore sarebbe stato un confidente della moglie, Giordano Trenti, 45 anni, deciso a «liberare» la donna dalle vessazioni del martito. Qualche giorno dopo, il 25 novembre, l’uomo ormai messo alle strette si è suicidato sparandosi con un fucile nella sua abitazione ad Arcola.