Il gip sbaglia e Ricucci ringrazia Da oggi torna a fare il finanziere

Per un errore procedurale annullata l’interdizione a ricoprire cariche sociali

Stefano Zurlo

da Milano

È arrivata all’ultimo minuto. E troppo in fretta. Risultato: l’interdizione contro Stefano Ricucci «non è più efficace». Il finanziere può tornare ai suoi incarichi nella Magiste. I magistrati milanesi sono scivolati su una questione procedurale: il contraddittorio. Al momento di rinnovare la sospensione di Ricucci per due mesi dalle sue cariche societarie, il gip Clementina Forleo non ha ascoltato le ragioni della difesa. Gli avvocati Grazia Volo e Corso Bovio l’hanno fatto notare e a quel punto sono stati gli stessi pm Eugenio Fusco e Giulia Perrotti a chiedere a un altro gip, Nicola Clivio, il congelamento del provvedimento.
Così alle due del pomeriggio, Ricucci è tornato a essere un finanziere a tutti gli effetti. Curioso, da mesi il marito di Anna Falchi è al centro delle cronache e sotto i riflettori dei media e delle Procure di Roma e Milano per le tentate scalate ad Antonveneta e Rcs e il 1° ottobre la Forleo aveva disposto solo per lui la proroga della sospensione. Il 12 il gip aveva descritto le presunte contraddizioni nel racconto fatto dal patron della Magiste agli investigatori milanesi; aveva bollato come «infondata» la ricostruzione del finanziere sulla genesi e sulle finalità della Garlsson, la sua società off shore; addirittura aveva messo in evidenza le dichiarazioni e le interviste di Ricucci ai giornali censurando «la larga dose di ostentazione e sfrontatezza». Insomma, un disastro, anche perché tanto rigore strideva invece con la linea soft adottata nei confronti dell’ex ad della Bpi Gianpiero Fiorani, del direttore finanziario (sospeso) Gianfranco Boni e del finanziere Emilio Gnutti. Tutti e tre liberati dalla misura interdittiva.
Ora però la situazione si rovescia di nuovo. E non è detto che la Procura vinca la sfida. In teoria la svista provocherà solo un ritardo: i difensori di Ricucci hanno tempo fino alle 15 di domenica per depositare le loro argomentazioni. Poi il gip le leggerà, le confronterà con quelle presentate il 29 settembre dalla Procura e prenderà la decisione. Ma pasticcio chiama pasticcio: la prima interdizione è scaduta il 1° ottobre e, secondo una scuola di pensiero, siamo ormai fuori tempo massimo. Il rammendo non sarebbe possibile. «Non sono soddisfatta - fa sapere Volo - questa è solo una battaglia. Io punto a vincere la guerra».