Il Gip: si indaghi ancora sulle morti sospette

Il fascicolo dell’inchiesta sarebbe altrimenti finito in archivio per scadenza dei termini. Ora sarà possibile effettuare la perizia

Rischiava di finire in archivio l’inchiesta della Procura sull’eventuale sussistenza di un nesso di causalità tra le morti per leucemia avvenute a Cesano e La Storta e le onde elettromagnetiche emesse dagli impianti di Radio Vaticana e della Marina Militare. Non accadrà. Il gip Zaira Secchi, infatti, ha rinviato gli atti ai magistrati per svolgere ulteriori accertamenti. Con la restituzione del fascicolo al procuratore aggiunto Gianfranco Amendola e al pm Stefano Pesci sarà così possibile svolgere la perizia epidemiologica che potrebbe chiarire l’origine di tante morti sospette nella zona che circonda le antenne dell’emittente. L’intervento degli esperti era già stato chiesto nel corso del procedimento, ma i termini per le indagini preliminari stavano per scadere e non era stato possibile procedere all’accertamento, per il quale sarebbe stato necessario non meno di un anno e mezzo. Ora, grazie ai nuovi termini concessi dal gip, c’è tutto il tempo necessario per effettuare la perizia in sede di incidente probatorio.
«Un atto abnorme, ricorreremo in Cassazione», ha protestato Marcello Melandri, legale di due dei sei indagati per omicidio colposo, i quali avevano sollecitato la definitiva archiviazione dell’inchiesta giudiziaria. L’indagine era scaturita da quella sull’inquinamento elettromagnetico avviata dagli stessi magistrati nei confronti dei vertici di Radio Vaticana, padre Pasquale Borgomeo e padre Roberto Tucci, condannati lo scorso anno a dieci giorni di arresto. Prima che emergesse il problema della scadenza dei termini, lo stesso gip aveva stabilito che l’indagine epidemiologica dovesse essere estesa dal 1° gennaio del 1990 al 31 dicembre del 2001 per verificare l’esistenza di un nesso di causa-effetto, come sostenuto dall’accusa, tra l’emissione delle onde elettromagnetiche e l’insorgenza di patologie tumorali, in particolare delle leucemie mieloidi acute che avrebbero colpito 8 bambini su 100. Il giudice dispose di procedere soltanto all’esecuzione dell’indagine epidemiologica, non ritenendo invece di dover far effettuare indagini elettromagnetiche e biologiche.
Soddisfatto il Coordinamento dei comitati di Roma nord: «La notizia ci riempie di fiducia e speranza nel corso della giustizia. Ci sgomenta, invece, la dichiarazione dei legali degli indagati di Radio Vaticana: ricorrere per la seconda volta in Cassazione costituisce un ennesimo tentativo di sottrarsi all’accertamento della verità. Se Radio Vaticana e la Santa Sede non hanno nulla da temere perché non accettare le decisioni del Tribunale?». Sono i cittadini - che ora chiedono la collaborazione degli enti sanitari preposti per mettere a disposizione dei periti tutti i dati epidemiologici in loro possesso - a portare di volta in volta in Tribunale le notizie sui nuovi casi di malattie: 12 fino al marzo 2004, più altri 7 riscontrati successivamente. Casi non inclusi nelle indagini precedenti, che si fermavano al 1999. «Finalmente ripartono le indagini, bisogna però dare in fretta una risposta ai cittadini preoccupati», è infine il commento di Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio.