Come la giraffa di Carlo X tornò in Africa

Matteo Failla

Il prossimo weekend il Teatro Sala Fontana darà il via ufficiale alla propria rassegna Domenica in Fontana, interessante iniziativa di spettacoli teatrali pensati per un pubblico che va dai tre anni a un massimo di dodici, anche se, come spesso accade in questi casi, gli spettacoli per ragazzi sono oggetto di riflessione e divertimento anche per i più adulti, che da semplici accompagnatori dei propri figli si tramutano in divertiti spettatori della messa in scena.
A dispetto del titolo della rassegna però, per segnare l’apertura ufficiale, le porte del Teatro Sala Fontana anticiperanno l’apertura di un giorno, e nel pomeriggio di domani (con replica domenica) accoglieranno Il viaggio di Girafe – Al ritmo dei perditempo, lo spettacolo di Roberto Abbiati che vedrà la partecipazione di Alessandro Calabrese e Luca Salata, con la regia di Carlo Rossi.
Lo spettacolo è indicato per un pubblico di bambini dai 3 ai 10 anni, ed è interessante vedere come il cartellone della rassegna Domenica in Fontana offra titoli particolarmente stimolanti proprio per questo target di pubblico «alle prime armi».
In programmazione per i prossimi weekend ci sono infatti titoli quali Orsetti, I tre porcellini, Cipì Manuale di volo, Le Cartastorie, Circus on ice, Favola in musica da Pierino e il lupo di Prokofiev, ma anche Alì Babà e i 40 ladroni, Hansel e Gretel, Il brutto Anatroccolo, Peter Pan ed altri titoli adatti ad avvicinare al teatro il pubblico dei giovanissimi.
E il Viaggio di Girafe è uno spettacolo veramente interessante, quasi unico nel suo genere; viene infatti presentato sotto una tenda di 6 metri per 4 ed è offerto ad un piccolo pubblico di 56 spettatori: ed ecco svelata la ragione della duplice replica, dovuta al numero limitato dei posti.
Lo spettacolo narra la vicenda della prima giraffa di Francia e di un povero uomo che, a distanza di anni, la vuole riportare a casa. Protagonisti sono il pascià d’Egitto, Mehmet, e il suo consigliere privato, Bernardino Drovetti, piemontese, ex soldato napoleonico. Coinvolti in una brutta vicenda diplomatica, i due escogitano un regalo riparatore per Carlo X, re della Francia postrivoluzionaria: una giraffa, dono di immenso valore dal momento che in Europa soltanto Giulio Cesare e i Medici avevano potuto averne una.
Inizia così, nel lontano 1824, la rocambolesca avventura di Bernardino Drovetti e dei suoi aiutanti, Hassan e Atir, che catturano in Sudan il prezioso animale e lo trasportano a Parigi, trasformandolo in una attrazione. Ma dopo qualche anno il nipote di Bernardino decide di riportare l’animale nel suo luogo naturale, lì dove è nato e dove è giusto che cresca.
Lo spettacolo narra proprio questo lungo ritorno. La truppa incaricata del viaggio sembra essere un piccolo circo senza grandi numeri, ricco di nostalgie, desideroso di versi e di poesia da recitare (Pavese, Rimbaud, Ungaretti, Brauquier, Caproni, Orsenna).