Una girandola colorata ispirata al Filarete Ora Milano ha il suo nuovo «marchio»

Il Comune: «Presto una mostra, i cittadini potranno dire la loro»

Andrea Fontana

Milano ha finalmente il suo marchio: una sorta di girandola multicolore ispirata alla «Città ideale» del Filarete. A un anno dall’avvio del concorso indetto dal Comune per scegliere un simbolo che rappresenti la città nel mondo, la commissione giudicante ha espresso il verdetto. La gara d’appalto è stata vinta dallo studio milanese Achilli&Ghizzardi grazie a un progetto che rielabora la stella a otto punte realizzata nel 1460 dall’architetto fiorentino per il duca Francesco Sforza come pianta di una Milano rinascimentale ideale.
«Sforzinda, questo il nome del disegno del Filarete, è stata la suggestione colta del nostro lavoro perché costituisce una memoria antica del luogo, un simbolo che abbiamo ritrovato anche in altri punti della città, come nelle maioliche della Galleria Vittorio Emanuele - spiega Guglielmo Ghizzardi -. Partendo da questa idea, il marchio esprime la dinamicità di Milano, anche attraverso gli otto colori differenti usati per i segmenti in cui è diviso il disegno». Una «rotellina» pluricromatica, dunque, in cui è inserita la scritta «èMilano», ma in modo «non immediatamente percepibile alla vista - precisa il designer -: è l’anima del marchio».
Il lavoro dello studio milanese, che si è anche aggiudicato i 25mila euro messi in palio dalla gara, è stato scelto tra oltre cento lavori come il brand che maggiormente esprime «un forte valore di identità e di simbolo» e che possiede «una grande efficacia comunicativa», secondo i criteri indicati nel bando comunale. Dovrà essere il distintivo riconoscibile e di impatto immediato che rappresenterà la città in tutti gli eventi e le iniziative di valore turistico, commerciale e culturale. Per questo, l’ultima parola sul logo spetterà ai cittadini, secondo un’idea già avanzata dall’ex assessore Giovanni Bozzetti: «Stiamo preparando una mostra in un luogo importante e centrale della città - conferma l’assessore al turismo, Massimiliano Orsatti -: saranno esposti tutti i progetti in gara in modo che sia possibile per i milanesi sia prenderne visione che esprimere la propria preferenza per uno dei lavori».
Il secondo posto nella graduatoria finale, con un compenso di 8mila euro, è andato a Marco Sironi, progettista di Cinisello Balsamo, che ha proposto un logo a «M», composto da forme recuperate nel paesaggio architettonico milanese: «È una veduta aerea della città dove sono inserite le decorazioni del Duomo, il grattacielo Pirelli e le mensole aggettanti della Torre Velasca - fa notare il grafico -: elementi che vanno a comporre visivamente la lettera iniziale di Milano». Sul terzo gradino del podio, il lavoro dello studio napoletano Jfk Associati curato da Fabiana Turco, a cui vanno 6mila euro, che riprende il tema delle guglie del Duomo in un marchio accompagnato dalla scritta «Milano è Milano».