Giraudo e Briatore vogliono comprare il Parma

Nel 2008 il manager della Renault potrebbe lasciare la formula 1. Per l’ex amministratore delegato della Juventus sarebbe una rivincita dopo Calciopoli

Da una parte c’è il Parma perennemente in vendita con il presidente straordinario, Enrico Bondi, che ha appena detto no all’offerta da 18 milioni di euro fatta dallo spagnolo Sanz e così articolata: 7,5 già sborsati a suo tempo a titolo di caparra, 9 per coprire i debiti della nuova società verso la vecchia, 1,5 in contanti. Dall’altra, c’è lui, Flavio Briatore, che solo pochi mesi fa, nel pieno del mondiale F1, aveva precisato «che senso avrebbe per me entrare nel calcio? Io investo in business, anche sportivi, ma che rendano... nel calcio, tutti quelli che sono entrati, hanno solo perso soldi». Però, qualcosa potrebbe essere cambiato, visto che in molti lo darebbero stanco di motori e in procinto, dal 2008, di tirar calcioni al pallone. Per la verità, da più parti questo geometra di Cuneo, diventato miliardario grazie alle indiscusse abilità manageriali, all’innato savoir faire e alla capacità di motivare i propri uomini, da più parti viene tirato per la giacchetta. Vista l’assidua frequentazione e il feeling fra i due, si parla infatti spesso di Briatore futuro Ecclestone a governare la F1; non solo: dopo la querelle con Prodi, si parla di Briatore in politica e il diretto interessato non fa nulla per smentire; anzi, ci gioca. Ovvero, da un parte motiva il proprio pilota, dall’altra tiene aperta la porta. Di recente, ha infatti detto che forse «è più facile entrare in politica che vincere il mondiale F1 con Fisichella...».
Tutto questo per dire che l’opzione calcio, se non fosse per questa sua avversione a perdere soldi, sarebbe in linea con le molte cose che potrebbe fare. Anche se le prime voci pedatorie trovarono terreno fertile soprattutto un anno e mezzo fa, quando Briatore fu costretto a prendere le misure del nuovo mega presidente della Renault, Carlos Ghosn. Non si sapeva, all’epoca, se il nuovo vertice sarebbe stato ugualmente interessato a rimanere a lungo in F1. Da qui i primi tentennamenti del manager italiano. Invece, poi, Briatore e Ghosn trovarono l’intesa e la reciproca fiducia, da cui scaturì il rinnovo e l’ennesimo mondiale. Però nel 2008 scadrà tutto.
Fatto sta che, vuoi per la scadenza contrattuale, vuoi per l’effetto calciopoli che ha rimescolato molte carte, soprattutto quelle in mano al suo amico Antonio Giraudo (ora trasferitosi a Londra, guarda caso Briatore vive da quelle parti) in molti pensano che presto o tardi darà questo calcetto al pallone e lo farà con accanto l’ex ad juventino nel ruolo di consigliere occulto (Giraudo non può infatti ricoprire cariche ufficiali per cinque anni, ndr). Ma la paura di perdere soldi dov’è finita? Da nessuna parte: nessuno dei due ha la benché minima intenzione di rischiare con denaro proprio, per questo - il tam tam su internet è cosparso di condizionali ovunque - si vocifera che nell’iniziativa venga coinvolto anche Matteo Cambi, ideatore e fondatore della Guru, nonché grande amico di Briatore, nonché grande sponsor della Renault.
Conferme? Nessuna, se non i telefoni che non rispondono dell’entourage del manager piemontese e un laconico comunicato rilasciato a un sito sportivo in cui si parla di vacanze e della volontà di Briatore, fino all’8 gennaio, di non esporsi troppo.