Girava e produceva film per pedofili

Per la prima volta fermato un regista dell’orrore. Vendeva pellicole in tutto il mondo. Ripreso anche un padre con le figlie

Silvia Gilioli

da Ferrara

Professionista della pedopornografia. Regista, produttore e pure rivenditore al dettaglio, tramite internet, di filmati con bambine. Sergio Marzola, 40 anni, di Ferrara, è il primo videomaker pedofilo finito in manette in Italia. Rischia fino a dieci anni di carcere.
Viveva da solo, la madre e il fratello erano all'oscuro di tutto. Aveva lavorato a Ferrara, in una scuola, sino alla scorsa estate, quando venne indotto alle dimissioni. Era già conosciuto per una storia di adescamento di minori, di qualche anno prima. Si era fatto un nome, a livello mondiale, fra i perversi della pedopornografia, per la sicurezza delle sue tecnologie. Nessun utente finale, infatti, era mai caduto nella rete delle indagini. La polizia postale ha però intercettato un filmato girato in Belgio e scaricato da un appassionato dall'Oceania. Nel video due bambine di cui abusava un uomo. Lo chiamavano «papà», in fiammingo. I filmati furono realizzati in due alberghi di Bruges, l'adulto protagonista è Pascal Taveirne, 32 anni, davvero il padre delle due bimbe, arrestato per abusi sessuali ripetuti.
Il belga aveva problemi economici, aveva cominciato a guadagnarsi da vivere attraverso le violenze sulle figlie. Nove anni, la più piccola nell'ambiente è nota come una star. L'altra ha dieci anni e problemi di autismo. Tristissima realtà.
Una settimana fa la squadra mobile della polizia di Ferrara è stata informata dei contatti del papà bruto con Sergio Marzola, sottoposto a intercettazioni telefoniche. È stato fermato appena in tempo prima della fuga, venerdì. L'attendeva l'aereo per Kiev, in Ucraina, sua seconda base.
«Anche lui - rivela Pietro Scroccarello, 43 anni, capo della Squadra Mobile di Ferrara - doveva sostenere costi precisi. In primis l'affitto di uno spazio web, per il quale occorrevano 600 euro al mese. Soldi che recuperava vendendo i filmati a un prezzo medio di 200 euro, Nella sua casella di posta elettronica sono state intercettate 30mila mail».