Giro: «Cdl compatta su Ciocchetti»

Nella corsa a Palazzo Valentini il candidato dell’Udc Luciano Ciocchetti non rischia di cuocersi al fuoco lento delle trattative? E Storace potrà dire la sua alla giostra dei nomi? Ce n’è quanto basta per chiedere lumi a Francesco Giro, coordinatore regionale e commissario romano di Forza Italia, fra i protagonisti della stagione elettorale che sta per cominciare. Sarà lui, infatti, insieme a Gianni Alemanno (An) e Mario Baccini (Udc), a prendere le decisioni che contano.
La candidatura di Ciocchetti alla Provincia sembra abbastanza forte per mettere d’accordo tutto il centrodestra. Ma se dovesse fallire la trattativa?
«Allora ognuno correrà per conto suo. Ottobre è il limite invalicabile per discutere, poi basta».
Chi viene allo scoperto per primo, in politica, rischia di bruciarsi: c’è questo pericolo per l’esponente Udc?
«Secondo me, no. Per noi di Forza Italia quella di Ciocchetti è una candidatura forte, spendibile e credibile. Ora tocca ad An pronunciarsi. Ma deve farlo entro ottobre. Dopo è troppo tardi».
E la «Destra» di Storace? L’ex governatore sarà al tavolo delle trattative?
«Naturalmente Storace a Roma è un personaggio di assoluto rilievo. Dobbiamo tenere conto anche della sua posizione. Tuttavia...».
Tuttavia?
«Be’, sotto il profilo del metodo credo che inizialmente si debba restare all’interno dei partiti che hanno iniziato a discutere: An, Udc e Fi. Lo ha detto anche Ciocchetti. In una seconda fase va allargata la trattativa alla Dc di Cutrufo e ai Socialisti riformisti di Robilotta. Infine, quando avremo trovato una sintesi, lanceremo un appello alla città e ai nuovi soggetti politici».
E a quel punto toccherà a Storace rispondere?
«Se Storace si defilerà in modo pregiudiziale, dovrà spiegare perché. Trovo difficile, però, da parte sua un diniego su Ciocchetti. Già questo nome è unificante, indica qualcosa di preciso».
Alemanno vuol tenere le trattative lontano dai giornali.
«Non sono d’accordo. I giornali sono uno strumento fondamentale del dibattito politico. E svolgono un ruolo importante nel rapporto fra la politica e l’opinione pubblica. Naturalmente senza dare spazio ai pettegolezzi».
Nel centro-sinistra gira voce che Enrico Gasbarra possa non ricandidarsi.
«Credo sia incerto, ha in serbo una possibile candidatura al Campidoglio nel caso si presenti l’occasione nel 2008 o nel 2009. È lui stesso a far girare le voci. Il che dimostra due cose. Primo, quanto poco tenga in considerazione la Provincia. Secondo, che anche lui crede che al Campidoglio sieda oggi un sindaco part-time».