Giro: «Cdl, in primavera una federazione regionale»

Il coordinatore azzurro per il Lazio e per Roma fa il punto sul fermento che agita il centrodestra: «Lavoreremo per fasi in vista dell’obiettivo del partito unitario»

Berlusconi e Fini puntano a stringere i tempi per la Federazione della Libertà. A Roma è feeling fra Alemanno e Giro. Il Lazio potrebbe tenere a battesimo la federazione dei partiti regionali della Cdl già nella primavera 2007. Dopo la grande giornata del 2 dicembre, il grande passo è nell’aria. Ma intanto a Roma l’Udc di Casini e Baccini lancia la Federazione dei moderati del Lazio. Ce n’è quanto basta per chiedere al coordinatore regionale e commissario romano di Forza Italia Francesco Giro di fare il punto.
Giro, giorni fa anche l’ex Udc Di Stefano, assessore nella giunta Marrazzo, ha lanciato un neolaboratorio dei moderati. Tutti si proclamano «moderati»...
«Ma Forza Italia che in Italia raccoglie il 24 per cento dei voti e che tutti i sondaggi accreditano di oltre il 30, da chi è votata? Forse da pericolosi estremisti? È evidente che siamo di fronte a una strumentalizzazione. I moderati la loro casa e il loro partito di riferimento lo hanno già da un bel pezzo. Ed è Forza Italia. Il partito fondato da Berlusconi».
Perché parla di strumentalizzazione?
«Perché quello dell’Udc è solo un tentativo maldestro di sottrarre voti a Fi, non di conquistare i moderati che votano a sinistra e non voterebbero Berlusconi. Un tentativo destinato a fallire, anzi già fallito se guardiamo alla reazione degli elettori Udc».
Dopo San Giovanni, qual è il clima politico nella Cdl a Roma e nel Lazio?
«Un partito unitario è un obiettivo a lungo termine. Ora vogliamo piuttosto lavorare a una Federazione, in grado di moltiplicare gli incontri fra i militanti e i dirigenti dei partiti aderenti. Se la manifestazione del 2 dicembre è stata un successo è anche perché nella capitale siamo riusciti a lavorare assieme, fianco a fianco».
E i tempi?
«Credo che si debba lavorare per fasi: una Federazione dei partiti regionali già in primavera, un’assemblea costituente entro il 2008, un partito nuovo per le Europee del 2009. Spero che a questi appuntamenti ci sia anche l’Udc di Baccini e Ciocchetti. Nella Federazione occorre coordinare i gruppi dirigenti in organi di co-decisione. Si discute e poi si vota a maggioranza. Senza eccezioni, strappi o smarcature».
In passato non sono mancate incomprensioni fra Fi e An a Roma. Come va ora?
«Con Gianni Alemanno il confronto è sempre stato leale. Ci conosciamo da poco, ma ci viene facile dialogare. Un filo diretto è doveroso anche con Francesco Storace. Un uomo che ha dato tanto a Roma e che darà ancora moltissimo».
In periferia non sempre, però, sono rose e fiori fra An e Fi...
«Se abbiamo difficoltà con i nostri alleati nei Municipi, sarà proprio la Federazione a superarli. Dobbiamo unirci se non vogliamo morire prodiani o, peggio, (domani) veltroniani».
Più è forte Forza Italia, dice Berlusconi, più è facile dar vita alla federazione. Come vi state organizzando nel Lazio per il 2007?
«Siamo pronti alla sfida. Gennaio vedrà la nascita della Consulta Azzurra dei Municipi. E con l’Anno nuovo anche l’associazione “Forza Italia incontra Roma” muoverà i primi passi, organizzando incontri col mondo dell’impresa e del lavoro. Presto avvieremo anche la lunga stagione dei congressi nei 500 comuni del Lazio e nelle 5 Province della regione».
E quello di Roma?
«Dopo i 320mila voti presi alle Politiche, sarà il congresso più importante. Vorrei che a presiederlo fosse Silvio Berlusconi. Sono certo che accetterà».