Giro, Contador è padrone Nibali attacca e va in crisi Nieve vince sul Gardeccia

Tappone dolomitico nel segno degli spagnoli. Nieve va in fuga e vince davanti a Garzelli, superato sull'ultima salita. Nibali attacca Contador in discesa, poi va in crisi e perde quasi 2'. Scarponi resiste: è secondo nella generale

Rifugio Gardeccia - Arriva anche la tappa da tregenda. Quella con 6mila metri di dislivello, 7 ore e mezza in bicicletta e cinque passi delle Dolomiti. Quella della Cima Coppi (il Passo Giau) e della terribile ascesa al rifugio Gardeccia resa ancora più difficile dalla pioggia e dal freddo. Una tappa di imprese individuali, di fughe, inseguimenti, scatti e controscatti. Davanti se ne va Garzelli, conquista la Cima Coppi, e sembra poter mettere le mani su uno dei traguardi più prestigiosi di questo Giro. Ma all'inizio dell'ultima ascesa lo spagnolo Nieve lo sorpassa e va a cogliere il secondo successo consecutivo per la Euskaltel. L'italiano si deve accontentare della seconda piazza a 1'41". Ma è dietro che ci si gioca la classifica. E anche la 15esima tappa parla per Alberto Contador, la maglia rosa che, nonostante una giornata difficile, riesce a incrementare ulteriormente in classifica sulla coppia di italiani al suo inseguimento, Michele Scarponi (ora secondo) e Vincenzo Nibali (che scala in terza posizione).

Lo Squalo attacca Dopo le polemiche della tappa di ieri per la cancellazione della discesa del Crostis Nibali dimostra che quando la strada è inclinata verso il basso diventa irresistibile. Contador lo sa e lo soffre. E nelle ultime rampe che arrivano in cima al Giau (a 57 km dall'arrivo) lo spagnolo scatta in testa al gruppo dei migliori per avvantaggiarsi in vista della picchiata. Il siciliano della Liquigas non fa una piega e, dopo il triangolo verde del Gpm, mette la freccia e allunga in discesa. Un attacco frontale e forse un po' scriteriato, ma è lo scacco al re che si attendeva. Lo Squalo gaudagna fino a 40", ma resta tutto solo a bagnomaria e nel gruppo dei migliori il Pistolero trova la solidarietà degli altri spagnoli (Lastras e Arroyo) che guidano l'inseguimento.

Poi va in crisi Nibali si lascia riassorbire nei primi metri di salita per il Passo Fedaia. Si rimette buono nella pancia del gruppo, ma al primo scatto di Contador l'acido lattico si fa sentire. A Malga Ciapela, il tratto più duro dell'ascesa alla Marmolada, lo spagnolo se ne va in forcing. Con lui resta Rujano, mentre dietro è Scarponi a guidare resistenza, inseguimento e riaggancio. Il ritmo è troppo sostenuto per Nibali, che cede di colpo. In cima al Fedaia accusa 57" di distacco. Ma in discesa compie un altro prodigio e si riporta su Contador. A Canazei il siciliano tenta anche lo scatto di sfida e lo spagnolo è costretto a ricucire, non senza malumore. 

La salita finale Ci si gioca tutto negli ultimi 6,2 km che portano al rifugio Gardeccia. Scarponi attacca pere primo, ma è un assist alla maglia rosa. Contador saluta la compagnia e se ne va in contropiede. Dietro di lui all'inseguimento, insieme al marchigiano resta Gadret. Sul rosario di tornanti i corridori sono sgranati: tutti contro tutti. Nibali accusa il colpo inizialmente e recupera piano piano. Contador davanti accumula vantaggio, ma va fuori giri e nel finale viene praticamente raggiunto da Scarponi che chiude a 6" dallo spagnolo della Saxo Bank. Lo Squalo perde quasi 2' e cede il secondo posto in classifica. Alla giornata di riposo si arriva con Contador in rosa, alle sue spalle Scarponi con 4'20" e Nibali con 5'11". Ai piedi del podio Gadret (Ag2r) a 6'04", seguito dal vincitore della tappa odierna Nieve a 7'03".