Giro, cronoscalata a Oropa: ecco la sorpresa Bruseghin

Il campione italiano a cronometro vince l'arrampicata contro il tempo di 13 chilometri da Biella a Oropa. Bruciati gli scalatori, Piepoli secondo per 1&quot;. Di Luca guadagna ancora in classifica. Doping, dopo zabel, anche <strong><a href="/a.pic1?ID=180593" target="_blank">Riis confessa: &quot;Nel '96 vinsi il Tour, ero dopato di Epo&quot;</a></strong>

Oropa - Al Santuario vince l'uomo che alleva i somari. L'uomo che per nove anni ha tirato per tutti senza mai vincere una corsa. L'uomo che dice candido: "La mia droga è il prosecco". L'uomo che è lì, in cima alla classifica, per la fuga bidone di Fiorano. E, se continua a faticare così, potrebbe anche restarci. Poi confessa che lui, sì, se l'aspettava: "Pensavo di poter vincere. Infatti non mi sono tagliato la barba. Come da consiglio della nonna". Marzio Bruseghin, 33 anni, di Vittorio Veneto, detto "asino", per la passione con cui alleva questi animali nelle sua fattoria. Un'unica vittoria da professionista, il campionato italiano a cronometro nel 2006. Ufficialmente gregario di Damiano Cunego, in realtà capoclassifica della Lampre e, grazie alla prestazione strepitosa nella cronoscalata, secondo in generale a 55" dal "killer" di Spoltore (e forse del Giro). Che però non pensa in grande. La barba, la farà: "Già così non sono Alain Delon...".

Impennata da urlo Nei 13 chilometri da Biella al Sanutario d'Oropa ci sono curve e controcurve, strappi che tagliano le gambe e momenti in falso piano sotto le piante. Sembra siano fatti per farti rifiatare, in realtà mettono i brividi. Quando la vittoria sembra salda nelle mani di Leonardo Piepoli, eccezionale quando la strada sale, arriva Marzio Bruseghin. Negli ultimi tre chilometri recupera 11 secondi al "trullo" e lo brucia per un solo secondo. Terzo Di Luca che voleva chiudere il Giro a Oropa e invece se ne va con tutto in ballo (magari dopo un voto alla Madonna Nera per non pagare la superbia).

Inseguitori tenaci Damiano Cunego non molla un centimetro e perde solo 30" dall'abruzzese. All'arrivo gli si allarga il sorriso "per l'amico Marzio", ma anche perché sente che la condizione sta arrivando e l'ultima settimana pure. Andy Schleck, il giovane fenomeno lussemburghese, perde un secondo da Cunego. Gilberto Simoni paga un minuto a Di Luca, ma c'è da scommettere che il vecchio Gibo abbia già il mirino puntato a domenica. Si arriva alle Tre Cime di Lavaredo.

La classifica generale Dopo la cronoscalata della 13a tappa del Giro d’Italia, Biella-Santuario di Oropa 12,6 km: 1. Danilo Di Luca (Ita) Liquigas 57h11’28", 2. Marzio Bruseghin (Ita) Lampre-Fondital +0’55", 3. Andy Schleck (Lux) Csc +1’57", 4. Damiano Cunego (Ita) Lampre-Fondital +2’40", 5. Francisco J. Vila Errandonea (Spa) Lampre-Fondital 2’44", 6. David Arroyo Duran (Spa) Caisse d’Epargne +2’51", 7. Evgeni Petrov (Rus) Tinkoff Credit Systems +3’11", 8. Gilberto Simoni (Ita) Saunier Duval-Prodir +3’32", 9. Emanuele Sella (Ita) Panaria-Navigare +3’52", 10. Eddy Mazzoleni (Ita) Astana +3’53".