Giro (Fi): «Rischiamo di finire come Napoli»

Piazza di Pietra, via delle Muratte, via delle Vergini, vicolo Sciarra, piazza Trevi. Cumuli d’immondizia a tutte le ore, avanzi di cibo fin sui cofani delle auto, sacchetti di rifiuti davanti ai tavolini dei ristoranti. Non è periferia, ma il centro storico di Roma. Foto a decine di questa realtà da Terzo mondo sono da ieri sul nuovo blog degli azzurri, www.modelloveltroni.blogspot.com. Immagini che sono un pugno nello stomaco. Ma è solo la punta dell’iceberg. Il futuro potrebbe essere ben peggiore, fra 18 mesi larga parte di Roma rischia di diventare una discarica a cielo aperto. La situazione è stata ieri al centro di una conferenza stampa del coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Giro, e del capogruppo al Comune, Michele Baldi. Giorni fa gli azzurri avevano diffuso alle agenzie di stampa foto con vistosi cumuli d’immondizia fra il Corso e Fontana di Trevi. «Il presidente Ama, Hermanin - afferma il coordinatore di Fi -, mi ha scritto, dicendo che la colpa è dei commercianti che non rispettano l’orario. Non è vero. Le foto che mostriamo sul blog sono state scattate a tutte le ore, dal mattino alla sera».
Nel mirino di Fi i dati della raccolta differenziata: «A Roma non è al 21 per cento, come sostiene Hermanin, ma al 10 - denuncia Giro -. Lo dicono i dati dell’ultimo rapporto dell’Authority di controllo. Non parliamo poi del Lazio. Marrazzo ha ammesso che la raccolta differenziata è sì e no al 15 per cento, mentre entro fine 2007, secondo il decreto Ronchi, dovrebbe essere a quota 40. Nel Lazio manca un piano rifiuti. Roma rischia di ripetere l’incubo Napoli. Dietro l’angolo, entro 18 mesi al massimo, c’è il proliferare delle discariche abusive illegali gestite dalla criminalità organizzata. Una vera e propria bomba a orologeria». «Quello dei rifiuti è il grande business degli anni 2000 - denuncia anche Baldi -. C’è gente che con questo business camperà lautamente di rendita per il resto della vita. E a pagare saranno i cittadini romani». Gli aumenti dell’imposta sui rifiuti, decisi prima dell’estate dalla giunta Veltroni, sono pesantissimi. In media la Tarsu costerà il 15,8% in più alle famiglie, il 31,6% in più ai commercianti, addirittura il 50% in più ai ristoranti.
Cento milioni di contante fresco, fra conguagli 2006 e nuove tasse, prelevato dalle tasche dei romani per sanare i debiti dell’Ama. Dalla Tarsu il Comune quest’anno incasserà complessivamente circa 470 milioni. Cifre da capogiro. Senza alcun miglioramento visibile del servizio: «Le strade di Roma non sono né pulite né sufficientemente pulite, ma scandalosamente sporche - accusa Giro -. È inaccettabile, anche alla luce del fatto che a Roma il costo dello spazzamento è elevatissimo, superiore dell’83% rispetto alla media nazionale». Eppure non è finita: «Dai dati in nostro possesso - afferma Baldi - la crisi di cassa dell’Ama è tale che entro la fine dell’anno il Comune dovrà di nuovo ripianare i debiti dell’azienda, con nuovi, pesanti aumenti della Tarsu».