Giro (Fi): «A Roma il blocco degli sfratti non risolverà l’emergenza casa»

Emergenza sfratti, non basterà rinviarli di 8 mesi per risolvere la questione abitativa a Roma. Ne è convinto Francesco Giro, coordinatore regionale e commissario romano di Forza Italia. «La sospensione per otto mesi degli sfratti per finita locazione - afferma - è un provvedimento tampone al quale dovrà seguire finalmente una vera politica della casa. Il disagio abitativo nella Capitale e nelle province del Lazio sta assumendo proporzioni allarmanti e colpisce anche i redditi medi per effetto del caro-affitto. L’offerta di abitazione è molto bassa di fronte ad una crescente domanda consistente e diversificata che proviene dai cittadini coinvolti nelle dismissioni e cartolarizzazioni, da famiglie sfrattate, dagli immigrati, dalle giovani coppie in attesa di matrimonio, da studenti universitari, da anziani, da famiglie con figli disabili. A Roma e in molti importanti comuni del Lazio è difficile reperire aree per sviluppare programmi di edilizia sociale. Anche il nuovo Prg adottato dal Campidoglio è in questo settore asfittico». Aggiunge Giro: «Bisogna allora rilanciare un grande programma di edilizia agevolata e sovvenzionata attraverso il modello della Legge 167 - continua l’esponente azzurro - accelerando le procedure di approvazione dei piani di zona, individuando nuove aree edificabili, portando a termine nei tempi più rapidi possibili i sondaggi archeologici, laddove già avviati, implementare le aree a trasformabilità vincolata, facilitare l’acquisizione pubblica di aree private già edificabili. I Piani regolatori non possono diventare una maglia di ferro stretta attorno alle città. Se esiste una crisi alloggiativi bisogna prenderne atto e fare in modo di superarla stipulando un grande patto con imprenditori del settore edile che si impegnano a realizzare anche alloggi per edilizia sociale. «Il blocco degli sfratti è un problema soprattutto di Roma e i piccoli proprietari romani sono i più tartassati». Lo afferma Fabio Coglitore segretario romano dell’Appc, l’associazione dei piccoli proprietari. «Non basta pagare l’Ici più alta d’Italia - aggiunge - ora il piccolo proprietario non è più padrone del suo immobile. Pensavamo che ormai fosse finita la lunga epoca dei blocchi, è inutile prendere in giro i proprietari che hanno la sola colpa di aver affittato a inquilini cosiddetti disagiati, ultrasessantacinquenni o portatori di handicap. Se si vuole attuare una politica “sociale” è giunta l’ora di definire per legge il confine tra la piccola proprietà immobiliare e la grande proprietà. Il governo escluda dal blocco il piccolo proprietario che, comunque, subisce un danno ingiusto».