Un giro intorno alla Medusa, gloria del Bernini

Laura Gigliotti

Fino ad anno nuovo sarà visibile a 360 gradi la Medusa di Gian Lorenzo Bernini esposta nella Sala degli Arazzi dei Musei Capitolini. Si potrà girarle attorno, vedere i capelli biondi non ancora del tutto trasformati in orridi serpenti. Dal 1731, dono del conservatore Francesco Bichi, la Medusa è sempre stata sul suo basamento settecentesco di marmi policromi addossata a una parete nella Sala delle Oche (dove tornerà, ma un po’ spostata per poterla vedere anche dietro), accanto ad artisti rinascimentali e a confronto con la statuaria antica. Allora Bernini era considerato un grande, ma non un classico, forse per questo l’iscrizione in latino riporta solo «Gloria di un celeberrimo scultore». L’artista si rifà al mito ovidiano di Medusa, la più bella e mortale delle Gorgoni, punita da Minerva e uccisa nel sonno da Perseo. Scartando la raffigurazione della testa mozzata, come fanno Caravaggio e Carracci, Bernini che realizza l’opera fra il 1644 e il 1648, scolpisce un vero e proprio busto ritratto. Medusa è colta nel momento della metamorfosi, la bocca semiaperta in cui s’intravedono i denti, la disperazione negli occhi, i capelli che diventano serpenti.
Il restauro portato a termine in tre mesi da Tuccio Sante Guido e Giuseppe Mantella sotto la direzione di Elena Di Gioia grazie al sostegno di Logista Italia e della Federazione Italiana Tabaccai (costo 40mila euro con il completamento del restauro della statua berniniana di Urbano VIII della Sala Degli Orazi e Curiazi), è stato preceduto da disegni, foto, ricerche e sofisticate indagini non invasive per svelare, «senza rimuovere un atomo di materia» i segreti dell’artista.
Dopo la rimozione dello strato superficiale di polvere e di cere moderne, è stata «ripristinata la patina originaria alterata dalla serie di cere apposte nei secoli» dice La Rocca. Bernini dedica grande attenzione alla patina, con zone più chiare e più ambrate, con colpi di luce e tocchi pittorici. Il volto viene rifinito a raspa poi leggermente levigato per ottenere superfici lucide. Una lucentezza che secondo lo studioso Peter Rockwell sarebbe da imputare piuttosto a successivi restauri.
Musei Capitolini, Campidoglio. Orario: martedì - domenica 9-20, lunedì chiuso. Info: 06-82059127.