Giro, l'australiano Gerrans vince la tappa appenninica, Menchov rosa 

L'australiano Simon Gerrans (Cervelo) ha vinto per distacco la tappa
da Campi
Bisenzio a Bologna. Di Luca non perde secondi da Menchov che resta al comando

Bologna - Niente da fare per Danilo Di Luca, in una tappa dominata dal caldo e da un arrivo davvero difficile, ha tagliato per primo il traguardo Simons Gerrans, un australiano in gradi fare colpi vincenti (come una anno fa nella Embrun-Prato Nevoso, al Tour de France). Onore a Gerrans dunque, anche se Di Luca esce bene da questa frazione del Giro visto che è stato l'unico a non perdere terreno (secondi) dal capoclassifica Denis Menchov, sempre maglia rosa. Tutti gli altri big, da Leipheimer a Basso, qualcosa hanno dovuto cedere. Il russo, sulla salita decisiva della 14/a tappa, è rimasto a ruota di Di Luca, cercando il più possibile di limitare i danni. E ci è riuscito.

Tappa non facile, con una fuga a 13 che ha scompaginato le strategie visto che sono riusciti a non farsi riacchiappare. Di Luca puntava quantomeno ai secondi d'abbuono, per accorciare il divario fra sé e Menchov, per questo ha messo davanti la propria squadra (la Lpr) fin dall'inizio, ma non c'é stato niente da fare. L'aggancio con i fuggitivi non si è mai consumato. Chi si aspettava una qualche collaborazione da parte di altre squadre è rimasto deluso. Nessuno, se non gli uomini di Di Luca, si è messo a tirare in vetta al gruppo ed alla fine la maxi-fuga ha partorito un vincitore, Gerrans. Che è stato bravo a non piantarsi come invece ha fatto il keniano Chris Froome, che aveva provato l'allungo all'inizio dell'ascesa verso il santuario di San Luca.

La fuga decisiva è cominciata presto, prestissimo, vale a dire dopo soli 12 km dal via di Campi Bisenzio, fra Prato e Firenze: Bonnafond, Cheula, Froome, Kiryienka, Deignan, Gerrans, Visconti, Grivko, Gavazzi, Reda, Bertogliati, Petrov, Mueller e Voganov, decidono di allungare il passo, mentre Montaguti - che li affianca - si arrenderà dopo 10 km di cammino davanti al gruppo. I 13 andranno fino in fondo, valicando l'Appenino tosco-emiliano. Grivko allunga a 3 km dall'arrivo e guadagna 6" sui compagni di fuga: verrà raggiunto poco dopo dal gruppetto. A quel punto scatta Bertogliati, che viene risucchiato dal contrattacco di Froome e Gerrans. Nei pressi dello striscione dell'ultimo km, Froome accusare la fatica, Gerrans continua la propria marcia, incurante della rimonta del gruppo, che procede a velocità abbastanza spedita. Ma è troppo tardi per sperare in un clamoroso ricongiungimento. Nel finale progressioni di Di Luca e Pellizotti, che sprinta per il decimo posto e lo conquista, dimostrando una invidiabile condizione di forma. Sulle ultime rampe, oltre a Simoni, che giunge sul traguardo con un ritardo di 1'43" da Gerrans, lasciano qualcosa anche Basso e Lepheimer.