In giro per il mondo ad aiutare chi soffre

La parola d'ordine è niente polemiche. «Nessuno ha la patente per aiutare chi è più povero di noi», spiega infatti padre Torre Giandomenico, dell'ufficio missionario Diocesiano genovese, che aggiunge: «Non bisogna contrapporre le associazioni religiose alle onlus laiche, perché l'affidabilità è un fatto soggettivo». Toni pacati, dunque. Anche se il timore che lo scandalo che ha coinvolto la onlus Cooperazione Sviluppo - i cui vertici sono agli arresti domiciliari per presunta sottrazione di soldi destinati ai bambini poveri del mondo - possa avere riflessi negativi sulle donazioni esiste. «Senz'altro lo scandalo crea diffidenza tra le persone», ammette Don Angelo Besenzoni della Sma (Società missioni africane). Mentre per Paolo Binazzi si tratta di una questione di orgoglio: «Noi non facciamo business, non assoldiamo grandi testimonial televisivi. Ma se ci viene dato un euro, state pur tranquilli che un euro arriva in Africa». Laico, pensionato e volontario, Paolone (così chiamano tutti Binazzi, un po' per la massa corporea e un po' per l'energia che ci mette nel fare le cose) da ex imprenditore nel settore dell'arredamento con una fabbrica nel ricco nord-est, è diventato il punto di riferimento per gli orionini in giro per il mondo. Dal suo ufficio di via Cellini, presso il Paverano, tiene i contatti con preti, suore e volontari sparsi soprattutto in Africa e in sud America. Collabora con le altre associazioni, organizza la raccolta di materiale da spedire via mare, sviluppa progetti di realizzazioni di pozzi, centrali solari. Sono circa 70 i missionari genovesi che attualmente vivono nel terzo mondo, secondo i dati dell'ufficio missioni della Curia che svolge per lo più funzioni di raccolta dati «perché ogni istituto persegue un proprio scopo e dei propri progetti, anche se collaboriamo sotto il punto di vista logistico», spiega Besenzoni della Sma. Un istituto nato in Francia, a Lione, 150 anni fa, l'8 dicembre del 1856, e che vede nella sede genovese di Quarto il centro di coordinamento dell'attività svolta dalla società (presente in ben 16 paesi africani) in Costa d'Avorio, Liberia, Togo, Benim e Angola. Se lo scopo principale della Sma è la pura e semplice diffusione del Vangelo, il Don Orione ha avuto sempre tra i suoi obiettivi la realizzazione di centri educativi e assistenziali. Come gli ospedali, i centri per handicappati e le scuole professionali di Bonua, Anyama e Korhogo in Costa d'Avorio. Oltre alla Costa d'Avorio, Togo, Burkina Faso, Kenya, Madagascar, Capo Verde e Mozambico sono gli stati africani in cui è più forte la presenza orionina che ha missioni in tutto il mondo, dall'America (Messico, Paraguay, Perù, Venezuela) all'Asia (Filippine, Giordania, India) alla stessa Europa con centri in Albania, Bielorussia, Romania, Russia e Ucraina. Molto forte è la presenza genovese nella Repubblica Centrafricana - da alcuni anni dilaniata dalla guerra civile - con centri di sostegno realizzati dai frati del Bambin di Praga di Arenzano, dai frati cappuccini di Salita San Bernardino a Righi e dall'istituto secolare laico Santa Caterina di Via Cairoli. Le suore Francescane di Salita Nostra Signore del Monte sono presenti in Congo, Ruanda e Burundi. Sempre in Africa sono distribuiti i centri educativi delle suore Ravasco mentre le suore Benedettine della Provvidenza gestiscono attività in Brasile e in sud America dove è presente la Curia genovese con due missioni a Santo Domingo e a Cuba curate dall'ex parroco di Castelletto, Don Marino Poggi.