Via al giro del mondo con «il Giornale» Si parte dalla Spagna

Un volume per «perdersi» nel cuore della Catalogna tra storia e cultura

Roberta Pasero

Può avere i colori del mistero, come la raccontava lo scrittore Manuel Vazquez Montalban attraverso il suo detective Pepe Carvalho, oppure essere “incantatrice” come la definiva il celebre critico d’arte Robert Hughes. Può avere le sfumature della geniale follia di Salvador Dalí oppure quelle visionarie e artistiche di Antoni Gaudí.
Una, cento, mille Barcellona. Si potranno scoprire o ritrovare tutte le sue molteplici personalità nella prima delle venti guide Traveler di National Geographic, in edicola gratuitamente con il Giornale mercoledì 15 marzo. Un’occasione per vagabondare nella capitale della Catalogna, accompagnati dai viaggiatori professionisti della storica associazione americana, per esplorare una delle città più trasgressive, nottambule, artistiche, di tendenza e dallo spirito indolente, certamente tra le meno anonime d’Europa.
Il giro del mondo per i nostri lettori comincia proprio da qui, dalla patria d’adozione di Picasso e dell’artista d’avanguardia Antoni Tapies, del violoncellista Casals e qualcuno giura persino di Cristoforo Colombo, del Barca in rosso-blu e di tante altre sorprese. Una visita guidata in dodici tappe, da leggere e da guardare in 230 splendide fotografie a colori secondo lo stile inconfondibile National Geographic, e a decine e decine di cartine, di planimetrie e di disegni esclusivi che accompagnano il lettore in ogni angolo remoto della città. Si parte dalla storia e dalla cultura di questa metropoli di origine romana, si prosegue perlustrandola quartiere per quartiere, dal Barri Gotic, il cuore medioevale di Barcellona popolato indifferentemente da uomini d’affari e barboni, alla Rambla, l’interminabile viale pedonale dai cinque nomi, variopinto salotto della città che finisce dritto nel mare e che Garcia Lorca definì “l’unica strada al mondo che vorrei non finisse mai”, dal lungomare col restyling ipermodernista realizzato per le Olimpiadi del 1992 all’indolente Barceloneta, dal Passeig de Gracia, l’angolo chic della città, al Parco Guell, il magico giardino che sembra uscito da una fiaba di Disney.
Un Barcellona incompiuta. Almeno nella sua opera più rappresentativa e simbolica, la Sagrada Famiglia dell’architetto più surreale del mondo, Antoni Gaudí, che cominciò l’imponente cattedrale gotica nel 1883 e forse sarà ultimata nel 2041 e che la guida del National Geographic descrive nei minimi dettagli, come fa con il museo Picasso, con la Fundació Joan Miró e con il Macba, il museo d’arte contemporanea, inconfondibilmente di Richard Meier, dal bianco abbagliante.
Ma poiché non si vive di sola cultura, ecco la parte più effervescente di questa guida pratica e maneggevole, al passo con questa città dove non c’è mai tempo per dormire, dove la parola d’ordine è ancora “movida”, dove tutto è possibile, anche sorseggiare una flûte di champagne (o meglio di Codorniu, lo spumante spagnolo messo in bottiglia proprio nei dintorni di Barcellona) nelle afose sere d’estate sul tetto illuminato de La Pedrera, la celebre residenza fatta a onde di Gaudí, tra comignoli simili a guerrieri fantascientifici. E allora ecco i consigli di viaggio, di shopping, di divertimento, ecco gli indirizzi giusti per assaporare le tapas e la crema catalana, per acquistare gli oggetti di design o per andare a veder ballare il flamenco e la sardana, per accodarsi nei tour guidati anche in barca o a piedi e persino ecco anche qualche suggerimento per non fare mai brutta figura, per esempio sapendo che l’orario normale a Barcellona per sedersi a tavola è dalle 14 alle 16 e la sera dalle 21 a mezzanotte e non certo prima, e per scambiare due chiacchiere, grazie a un minidizionario con parole per sopravvivere e qualcosa in più tradotte non soltanto in spagnolo ma anche in catalano, la lingua ufficiale di Barcellona e dintorni, simile ma non uguale a quella che si parla a Madrid o a Bilbao.
E adesso non rimane che partire o ripartire verso la prossima tappa del nostro giro del mondo. Domani è un altro giorno e dopo Barcellona, ad attenderci nelle edicole, ci sarà già Parigi.