Giro: «Sarà spedito a un milione di famiglie»

«Veltroni l’ha definita propaganda, Rutelli una caricatura e Milana un insulto, pieno di falsità. La nostra è stata una lettura anche troppo buonista dei problemi della città, infatti i dati più recenti relativi ad asili nido, all’assistenza per gli anziani e alla gestione dei rifiuti sono anche più preoccupanti di quelli a cui abbiamo fatto riferimento pensando a questa rivista. Si tratta di un’operazione di verità documentata con articoli di giornali spesso anche di sinistra». Francesco Giro, coordinatore regionale di Forza Italia replica così alle critiche sollevate dalle fila del centrosinistra al libro-dossier sul degrado della capitale, realizzato dal Pdl.
Quando lo riceveranno i cittadini?
«Abbiamo appena iniziato le spedizioni. La rivista la riceveranno a casa quasi un milione di famiglie romane, esattamente 951.756. Il titolo è stato scelto personalmente da Berlusconi, e abbiamo ricevuto richieste da Campania, Abruzzo e Lombardia, a testimoniare come il tanto decantato “Modello Roma“ sia una mistificazione e un fallimento sotto gli occhi di tutti».
La sinistra accusa che l’immagine che si dà della capitale nel libro è ormai superata...
«Sì, ci accusano di avere fotografato la Roma di 20 anni fa. Hanno ragione. Roma è stata lasciata dalla sinistra esattamente con gli stessi problemi di 20 anni fa».
Il ministro Gentiloni parla di «cifre fantasiose» e «accuse offensive».
«Il ministro sembra essere protagonista dello strano caso del dott Jekyll e mister Hyde. Le sue parole esprimono, da un lato il vuoto pneumatico, non riuscendo il ministro a smentire alcuna cifra, alcun dato, alcun numero presentati da Berlusconi sul degrado di Roma, essendo numeri e dati forniti dal Sole 24 ore, e dai dipartimenti dello stesso Comune. Invece di aggredire Berlusconi, Gentiloni se la dovrebbe prendere con il Campidoglio che ci ha fornito i numeri e con tutti giornali i cui articoli sono stati raccolti nella rivista. L’accusa di aver scritto cifre fantasiose e di aver rivolto accuse offensive va allora rispedita al mittente».