Giro, terza tappa in volata. Vince Petacchi. Gasparotto torna in rosa

Oltre 6 minuti di vantaggio a 90 chilometri dall'arrivo. Ma i velocisti fanno tirare il gruppo e recuperano lo svantaggio a meno di cinque km dall'arrivo. Torna al successo Ale-Jet. Gasparotto di nuovo in rosa

Cagliari - È cominciata all’insegna di una fuga la terza tappa del Giro d’Italia, Barumini-Cagliari di 181 chilometri. A metà corsa in cinque hanno 6’26" sul gruppo. Subito dopo il via sono stati il francese Pichot (Bouygues) e il russo Ignatiev (Tinkoff) a lanciare la fuga, alla quale si sono agganciati Aggiano (Tinkoff), lo svizzero Buffaz (Cofidis) e Giovanni Visconti (Quickstep). Il finale è pianeggiante e si attende l’inseguimento da parte delle squadre dei velocisti. Quando mancano 25 km al traguardo in fuga restano soltanto Ignatiev e Visconti, gli altri tre si sono staccati. Il loro vantaggio sul gruppo è di poco superiore ai tre minuti. Dietro tira la Milram, la squadra di Alessandro Petacchi, bruciato ieri sul traguardo da Robbie McEwen. La coppia Ignatiev-Visconti viene ripresa a meno di cinque chilometri dall'arrivo.

L'arrivo In volata, lunga, tirata almeno per 300 metri, Petacchi riesce a stroncare la resistenza degli avversari. Dopo l'infortunio, la lunga assenza, il ritorno, le lezioni subite da Boonen e da McEwen ieri, Ale-Jet torna a vincere al Giro d'Italia. E lo spezzino, dopo un urlo liberatorio, piange al traguardo. "Ho sofferto molto, adesso però sono tornato, dovete smetterla di rompere". E' la ventesima tappa che il ciclista della Milram vince al Giro d'Italia, "ma - assicura - è meglio della prima". Poi le dediche dopo un successo che suona come una liberazione: "Mia moglie sa cosa ho sofferto, questa vittoria la dedico a lei e alle persone che mi vogliono bene. La dedico anche a due amici: uno è Michele Bartoli, non c’è bisogno che dica il nome dell’altro...(Ivan Basso, ndr)". Grazie al piazzamento (ottavo sulla linea) Enrico Gasparotto strappa la maglia rosa al suo compagno e capitano Danilo Di Luca.

Caduta Sul rettilineo finale è scivolato in velocista norvegese Thor Husvod. Nella confusione coinvolti anche due uomini di classifica: Damiano Cunego e Gilberto Simoni. Ma i due non dovrebbero avere riportato danni.