Il giro di valzer d’Irene: "Ho detto no all’Isola torno in ballo su Rai1"

"In discoteca? Ci sarò andata tre volte, ma mi sto già allenando per lo show della Carlucci. Ballandi ha promesso che faremo altre cose"

Roma - Mi scusi, signora Pivetti, da ragazza ballava spesso?
«No. In vita mia sarò andata in discoteca al massimo tre, quattro volte. Più di frequente partecipavo alle feste di compleanno in casa delle amiche. O a quelle di capodanno. Ma magari in quelle occasioni non ballavo nemmeno».

Allora a naso sarà la prima eliminata della gara...
«Speriamo di no. Non dico che voglio vincere, ho il senso delle proporzioni e so che tra gli altri concorrenti ci sarà sicuramente qualcuno più bravo di me. Ma durare a lungo il più possibile sì, mi piacerebbe».

L'ex presidente della Camera, eletta il 15 aprile del ’94 a 31 anni appena compiuti, non ci sta a perdere: nemmeno se si tratta di gareggiare in un programma come Ballando con le stelle.
La sua partecipazione allo show di Raiuno è sicura: Irene Pivetti lo conferma al Giornale, anche se ufficialmente non potrebbe annunciare niente. Ma tra i boschi della Brianza, nella casa di campagna del giovane marito, Alberto Brambilla, già si allena per il programma condotto da Milly Carlucci: lunghe passeggiate e tanta ginnastica. «Movimento fisico che pratico anche a Roma. Non avendo tempo di andare in palestra e visto che mi piace mangiare, ho acquistato una macchina ellittica, un attrezzo molto silenzioso, che simula i movimenti dello sci di fondo. L'ho messo in salotto. Tutte le sere, mentre guardo la tv o parlo con i miei, mi tengo in forma in questo modo. La cellulite non fa piacere a nessuno, averla».
Complimenti per la costanza.

Ma se non sa ballare perché partecipa ad un programma sul ballo?
«Tempo fa ho incontrato Bibi Ballandi, organizzatore degli spettacoli evento di Raiuno. “In futuro potremmo fare qualcosa insieme”, mi ha detto. Nel suo gruppo si è sempre respirato un clima piacevole e accogliente. Così, a giugno, finita l’esclusiva con Mediaset e dopo aver condotto Tempi moderni, ho pensato fosse venuto il momento di tentare».

E la sua tanto desiderata marcia di avvicinamento verso Raiuno. È così?
«In effetti, l'ho sempre dichiarato: è la rete che mi rappresenta meglio. Per adesso Ballandi ed io proviamo con Ballando con le stelle, poi studieremo un programma di informazione leggera, mischiata all'intrattenimento. Di quelli che piacciono a me».

Mi perdoni signora, ma secondo lei come accoglieranno la sua scelta di partecipare a Ballando con le stelle i milioni di telespettatori che l'hanno apprezzata come Presidente della camera, la più giovane della storia della Repubblica?
«Dia retta a me: accetteranno questo cambio di registro senza problemi constatando come la Pivetti di oggi sia più matura e meno schematica di quella di una volta. Capiranno che invecchiare non fa così male (ride soddisfatta della battuta) Non mi vergogno a confrontarmi con cose più frivole. Non sono una con i compartimenti stagni in testa, io. E non rinnego me stessa con Ballando con le stelle, perché ho sempre ragionato così. Anche durante la mia esperienza di presidente, prendevo seriamente il ruolo che rivestivo più che la mia persona».

Le credo sulla parola. Non la spaventa l'idea di fare brutte figure con il ballo?
«Grazie a dio sono troppo vecchia per farmi impressionare da prove simili. E poi mi hanno detto che gli insegnanti sono tutti molto preparati. Speriamo solo mi capiti uno che mi aiuti a ricordare bene i passi di danza: sono un po' smemorata».

La metamorfosi iniziata una decina d'anni fa è completa. Ma non prova mai nostalgia per la politica attiva?
«Solo quella dei primi anni. Il dopo Tangentopoli è stata infatti un'esperienza unica ed irripetibile. Ma per fortuna la fase dell'emergenza nazionale è finita: siamo tornati ad una politica normale, fatta da professionisti. E io non lo sono. Il mio mestiere era ed è un altro. Oggi ho l'orgoglio di aver servito lo Stato in quella fase storica e politica breve ed esaltante. Poi, quando si è chiusa ho abbandonato tutto. E invece di farmi mantenere dallo Stato ho preferito guadagnarmi da vivere con le mie forze».

Perché ha detto no a L'isola dei famosi?
«La sola idea di allontanarmi dalla famiglia per più di 24 ore mi fa stare male. Per non entrare in 'crisi di astinenza' ho bisogno di vedere tutti i giorni i miei due figli, Ludovica nove anni, Federico di 7. Inoltre da tempo sono sui 52 chili, un peso forma ideale. Dunque, non ho nemmeno bisogno di dimagrire con la scusa di esser finita sull'Isola».