Giro di vite contro i tour della sbronza

Da 20 a 30 euro. Era la tariffa di un ubriacatura attraverso il metodo del «pub crawl» (letteralmente: la nuotata tra pub), il tour alcolico in voga nel centro di Roma e diventato una delle attrattive - non certo quella di cui andare più orgogliosi - della città eterna agli occhi dei giovani turisti stranieri, per lo più nordamericani e stranieri. Ansiosi di sfinirsi a colpi di birra e di alcolici scadenti da un locale all’altro al punto da affidarsi ad apposite agenzie capitoline che agendo su internet avevano fatto un business dello stordimento altrui: un business decisamente interessante, se è vero che arrivavano a guadagnare (naturalmente in nero) oltre 5mila euro a sera solo improvvisandosi tour operator del boccale pieno (ma per poco). Biglietto aereo, alberghetto due stelle e pinta di birraccia tutto incluso, tutto online. Tutto maledettamente facile.
A questa squallida moda importata dalla Gran Bretagna la polizia municipale del I gruppo e il commissariato Trevi Campo Marzio hanno dichiarato guerra da mesi fa, conducendo un’operazione capillare che ha condotto alla denuncia di 13 persone e alla chiusura di 33 locali, 23 per carenze igioenico-sanitarie e gli altri dieci perché inseriti nei tour dello sballo alcolico. Dalle indagini è emerso che gli itinerari della «nuotata» tra pub erano quattro, riconducibili a organizzazioni e punti di ritrovo diversi, ognuno con accattivante nome acchiappaturisti: il «Rome bar tour» di piazza Navona conduceva i suoi assetati clienti tra i locali di piazza Navona, via di Tor Millina, piazza del Fico, via del Governo Vecchio, corso Vittorio Emanuele II. Il «Roma City Pub Crawl» agiva invece nei pressi della stazione Termini lungo il seguente itinerario: via Castelfidardo, via Solferino, piazza Santa Maria Maggiore, via Cavour, via IV Novembre. La «Tour Colosseum» si era invece specializzata nella zona del monumento più celebre, tra la fermata metro, via dei Fori Imperiali, via Cavour, via Claudia, largo Magnanapoli, via IV Novembre, piazza Venezia, via del Plebiscito, corso Vittorio Emanuele II. Infine «Tour Best of Roma Spanish Step» conduceva i giovani ad alzare il gomito tra piazza di Spagna, via Condotti, largo Fontanella Borghese, vicolo di San Biagio, corso Rinascimento, largo dei Chiavari, piazza del Teatro di Pompeo, piazza della Cancelleria, corso Vittorio Emanuele II, via IV Novembre e via Vittoria Colonna».
Alla fine dell’operazione, a cui hanno preso parte anche funzionari della Asl RmA che si sono occupati delle verifiche igienico-sanitarie dei locali, sono 13 le persone denunciate e 33 i locali sottoposti a provvedimenti di chiusura immediata: due attività, appartenenti a un trentatreenne bulgaro, fra gli organizzatori di questi tour, sono state sanzionate per mancanza delle autorizzazioni. Inoltre, è stata inviata al I Municipio la proposta di sospensione dell’attività per quattro esercizi, e due di revoca dell’autorizzazione per motivi relativi al disturbo della quiete pubblica e sicurezza urbana, danno alla salute pubblica e intralcio alla pubblica viabilità. Altre 23 attività sono state chiuse sempre per carenze igienico-sanitarie e strutturali non ricolnducibili al «pub crawl». Di queste, quattro sono ancora chiuse.
Si complimenta con le forze dell’ordine il sindaco di Roma Gianni Alemanno, secondo il quale con l’operazione congliunta vigili-agenti è stato aggiunto «un tassello ulteriore per il contrasto alla cultura dello sballo. Una lotta che stiamo portando avanti nella Capitale con l’obiettivo di far capire ai giovani che il divertimento non va confuso con lo stordimento e la perdita di coscienza che troppo spesso rischia di trasformarsi in tragedia». Soddisfatto anche Giorgio Ciardi, delegato del sindaco per la Sicurezza, e Dino Gasperini, delegato del sindaco per il Centro storico, che in una nota congiunta sottolineano, più che le sanzioni amministrative, «il contrasto a una forma di sballo che, negli ultimi anni, ha preso sempre più piede con conseguenze gravissime, come testimoniano purtroppo alcune tragedie avvenute. Il divertimento non deve necessariamente passare per birre da discount ingurgitate in quantità industriali, in disturbo della quiete pubblica o in danneggiamenti, anche ai monumenti storici patrimonio dell’umanità, perché si è scelto di girare Roma come fosse solo un’enoteca da quattro soldi».