Giro di vite pure in Toscana: «Residenza solo a chi lavora»

da Firenze

La proposta anche nella «rossa» Toscana: gli stranieri che chiedono la residenza al Comune di Altopascio devono dimostrare di avere un lavoro e una casa. Non è solo il Triveneto a tutelarsi contro l’immigrazione selvaggia. Maurizio Marchetti, sindaco forzista della cittadina in provincia di Lucca, spiega la novità coi dati alla mano: «Siamo una comunità di 13.500 abitanti con un’incidenza di cittadini stranieri pari al 10% della popolazione. Nel 2007 ho ricevuto ben 440 richieste, da parte di comunitari e non, per ottenere la residenza. Un dato in aumento sul quale un sindaco ha il dovere di porsi delle domande. Mi sono chiesto come facciano molti di coloro che hanno chiesto la residenza a vivere dignitosamente senza un lavoro e un reddito sicuro. Ragion per cui ho ritenuto opportuno attivare una procedura di verifica dello status delle persone che vogliono vivere nel nostro Comune. E chi chiede di diventare residente dovrà presentare la busta paga e il regolare contratto d’affitto». Anche perché, osserva il primo cittadino «da alcune verifiche risulta che alcuni stranieri che vorrebbero la residenza vivono in un appartamento con altre dieci persone e non hanno di che vivere». E pure sul filone degli affitti «facili» annuncia un giro di vite, «ma questa è un’altra questione», aggiunge.
Interrogativi che si intrecciano con la questione legalità e muovono dalla «preoccupazione lamentata da moltissimi cittadini per gruppi di stranieri che per tutto il giorno stazionano nelle piazze o nei parchi pubblici, per non parlare di alcune risse che hanno destato allarme in città. Io sono pronto ad accogliere tutti, ci mancherebbe... Ma nel rispetto delle regole. Che valgono per italiani e non. Il punto è che qui ci sono stranieri che vogliono la residenza e quando gli chiedi se hanno un lavoro ti rispondono “no ma poi si vedrà...”». Nessuna generalizzazione, sottolinea Marchetti, «perché straniero non vuol dire delinquente, ma chi governa credo abbia il dovere di tutelare la sicurezza dei propri cittadini sempre nel rispetto della legge». La proposta, attualmente al vaglio dell’ufficio legale del municipio, dovrebbe tradursi in un’ordinanza o in una delibera di giunta.
Intanto il sindaco annuncia l’imminente installazione «nei punti strategici della città di un sistema di videosorveglianza in grado di monitorare piazze, scuole, parchi pubblici e zone periferiche. È una risposta concreta ai cittadini che chiedono maggiore attenzione su temi prioritari quali quelli della sicurezza. Eppoi mi devono spiegare perché se provvedimenti del genere li prendono sindaci del centrodestra è razzismo, se invece, come accaduto a Firenze con il sindaco Domenici e l’assessore Cioni, si cacciano i lavavetri dai semafori, allora sono disposizioni che vanno nella direzione del rispetto della legalità...», sbotta Marchetti che rispedisce al mittente le critiche che gli piovono addosso da esponenti del centrosinistra toscano. Nessun passo indietro, assicura, perché «io sono qui per lavorare al servizio dei cittadini e per tutelare la mia comunità. Le porte sono aperte a tutti, ma qui le regole si rispettano».