Giro di vite sull’Islam radicale 30 perquisizioni di Digos e Ros

Blitz a Roma e provincia in ambienti vicini ai fondamentalisti E al porto di Civitavecchia innalzate le misure di sicurezza

Claudia Passa

Tutti alla base attorno alle quattro del mattino. L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba, quando i carabinieri del Ros e gli agenti della Digos si sono catapultati in abitazioni private, call center e luoghi di ritrovo frequentati dagli accoliti dell’Islam radicale a Roma e nell’hinterland. Le perquisizioni, che non hanno per il momento riguardato moschee e luoghi di culto, hanno portato al sequestro di agende telefoniche e appunti scritti, in attesa di essere tradotti per essere sottoposti al vaglio degli investigatori nella Capitale come nel resto d’Italia.
L’attività - specificano gli investigatori - è stata «mirata e preventiva», condotta sulla scorta della normativa che consente alle forze dell’ordine libertà di perquisizione senza mandato giudiziario qualora siano in cerca di armi o esplosivo, e frutto di un attento monitoraggio svolto nei mesi scorsi da carabinieri e polizia in ambienti considerati vicini al fondamentalismo islamico, potenziali palestre per futuri jihadisti. Le dieci perquisizioni pianificate inizialmente sono triplicate nel corso della giornata, alla luce di riscontri incrociati e nuove tracce emerse in corso d’opera. Nel corso del maxi-blitz, comunque, non sarebbero emersi a carico dei soggetti investigati elementi tali da dover disporre con urgenza provvedimenti di carattere giudiziario a decorrenza immediata, come arresti e fermi. Gli unici provvedimenti assunti riguarderebbero (almeno per il momento) problematiche legate all’immigrazione clandestina.
Nel frattempo, come conseguenza degli attentati in Gran Bretagna sono state ulteriormente intensificate le misure di sicurezza nel porto di Civitavecchia, anche a seguito di alcune note d’intelligence che già a partire dalla scorsa estate avevano segnalato il pericolo di un attacco terroristico via mare, dopo gli aerei di New York e Washington e le bombe di Madrid e Londra. Alle misure già da tempo in atto si sono aggiunte ora anche le ispezioni subacquee alle banchine, ai fondali ed alle parti sommerse delle navi. Con l’aiuto di una piccola telecamera, i sommozzatori della società privata «Cosepo» hanno già controllato nei giorni scorsi la nave da crociera britannica «Grand Princess». I controlli si sono svolti in due fasi e ad alcune ore di distanza l’uno dall’altro, per accertare l’eventuale presenza di ordigni esplosivi. Particolari misure di sicurezza riguarderanno, martedì prossimo, la cerimonia di inaugurazione della «Liberty», la nuova nave da crociera della compagnia armatoriale statunitense «Carnival Cruise».