Girolamo Emiliani

Nato a Venezia nel 1481, era ufficiale nelle armate della Serenissima. Era comandante della fortezza di Castelnuovo, vicino a Treviso, quando le forze della Lega di Cambrai presero la città. L'Emiliani finì in catene in una segreta. Fece voto alla Madonna di emendarsi dalla sua condotta fin lì sregolata se avesse ottenuto la libertà. Per un miracolo riuscì a fuggire e ad assumere il governatorato di Treviso. Tornato a Venezia, adempì il suo voto facendosi sacerdote nel 1518. La guerra, la carestia e le pestilenze avevano riempito le contrade di orfanelli, e di loro si fece carico l'Emiliani, affittando una casa per raccoglierne quanti poteva. Per loro ideò un catechismo a domande e risposte che costituì un modello anche per i protestanti (e gli ideologi dei secoli successivi). Il santo, a furia di soccorrere gli infelici, si prese la peste ma riuscì a guarire. Dal 1531 allargò il suo raggio d'azione a ogni sorta di bisognoso, fondando ospizi a Brescia, Bergamo, Como. Creò anche un casa per ex prostitute e un ospedale a Verona. A Somasca, tra Bergamo e Milano, con due colleghi fondò i Chierici regolari di Somasca, poi detti "padri somaschi". Questa congregazione si occupava soprattutto di orfani ed ebbe il sostegno del cardinale di Milano, s. Carlo Borromeo. Fu nel provvedere all'assistenza agli ammalati che l'Emiliani contrasse l'infezione che doveva portarlo alla morte nel 1537. Tre anni dopo, il papa Paolo III riconosceva ufficialmente la sua creatura. Girolamo Emiliani è stato canonizzato nel 1767. Nel 1928 è stato proclamato patrono universale degli orfani.