Un girone per provincia e gran finale il 18 maggio al Mazda Palace

Enrica Suzzi

da La Spezia

Le lacrime di Soda. La gioia da ragazzino del trentasettenne Maltagliati. Il ritorno allo stadio, in barella, dell'infortunato Groppi per festeggiare sotto la curva il +4 sul Genoa.
Sono questi i volti dello Spezia che, nell'anno del centenario della nascita, e a cinquantacinque anni dall'ultima partecipazione al campionato di serie B, si ritrova a un passo dal sogno. O dal miracolo, a seconda di come lo si vuol definire, considerando che gli aquilotti, acquistati dal presidente Pino Ruggieri pochi giorni prima del via, e costruiti a due settimane dall'inizio del campionato, erano partiti con l'obiettivo di inserirsi nei play-off. Ma il calcio sa regalare anche queste emozioni. E quelle vissute domenica al «Picco» sono state per cuori forti.
Emozioni per nulla appannate dalla notizia del reclamo presentato dal Genoa alla Lega Calcio, che potrebbe in qualche modo cambiare la classifica.
Ma torniamo ai protagonisti di questa bellissima storia, partendo da Antonio Soda. Classe '64, buon calciatore, dirigente sportivo prima e poi allenatore. Tutto nel giro di pochi anni. Oggi è il tecnico di uno Spezia primo in C1 e rilascia lacrime di gioia quando, alle 17 passate di domenica, scopre che il vantaggio dei suoi ragazzi sulla principale inseguitrice, il Genoa, è salito a quattro punti da difendere con i denti nei restanti 180 minuti di gioco. Si lascia perfino andare, dopo un anno vissuto a calmare le acque, dicendo «Sì, siamo a un passo dal miracolo e se ciò accadesse sarebbe meritatissimo, perché alleno un gruppo di uomini veri, autentici, straordinari». E poi viene issato a mò di trionfo dai suoi calciatori.
C'è la gioia di Roberto Maltagliati. L'anno scorso era in A, nel Cagliari. Negli ultimi sette anni ha centrato cinque promozioni. Eppure è lì, con i suoi compagni, a festeggiare come un bimbo, come un tifoso. «Che spettacolo, ragazzi. Stavo in A fino all'anno scorso, ma posso giurare che qui ci si emoziona di più. Un campionato stupendo, tirato. Altro che serie C...».
E poi ci sono i sorrisi e le lacrime di Simone Groppi, uno dei rinforzi di gennaio che, al pari di Gorzegno, Giuliano e Ciarcià ha fatto di una buona formazione, la capolista del torneo. Al ventesimo del primo tempo, contro la Pro Sesto, si è gravemente infortunato al ginocchio sinistro. Stagione probabilmente finita qui. È stato portato in ospedale, medicato in attesa di una prognosi definitiva, ma ha chiesto subito di tornare al «Picco». Così ha fatto. Un'ambulanza l'ha ricondotto allo stadio dove si è potuto unire al resto della truppa e far festa.
Tre ore soltanto, quindi, alla fine del campionato. Oggi gli aquilotti stanno a riposo. Da domani si pensa al Padova e all'unico obiettivo da conquistare: vincere per essere promossi con una giornata di anticipo. I tifosi, invece, stanno già programmando la trasferta. Verrà allestito un treno speciale. Potrebbero essere più di duemila i liguri in trasferta. Il sogno può iniziare davvero.