Girotto, tre repliche senza il bis

Quattro serate con Javier Girotto. Il festival jazz di Villa Celimontana dà carta bianca al sassofonista argentino, romano d’adozione, che presenta quattro concerti molto diversi tra loro. Si parte domani con il Latin Project, nato in collaborazione con il trombettista Fabrizio Bosso. Con loro ci sono Natalio Mangalavite al piano, Marco Siniscalco al basso e Lorenzo Tucci alla batteria. La musica del quintetto è animata dal calore sprigionato dall’incontro tra due grandi stilisti del jazz: rapidi cambi di timbro, assoli fulminanti, raffinato interplay tra i ritmi argentini di Girotto e l’hard bop di Bosso. L’estetica del quintetto si colloca dunque nella tradizione jazz, con un occhio di riguardo nei confronti delle influenze latine, sul comune retroterra dell’improvvisazione e del linguaggio afroamericano. Secondo appuntamento, giovedì 14, con la presentazione del disco Dos soles. Inciso in trio, con Quique Sinesi (chitarra, roncoco, charango) e Martin Bruhn (percussioni), racconta un gruppo che fino all’anno scorso non aveva mai suonato insieme. A dicembre, i tre si sono confrontati per la prima volta in uno studio di registrazione, finendo per incidere un disco che nasce dall’incontro tra il folklore argentino e il jazz. Temi originali come la chacarera si fondono con i suoni tradizionali della musica improvvisata afroamericana. L’appuntamento di ferragosto è un pezzo di storia di Celimontana Jazz. Tornano infatti gli Aires Tango: con Girotto, che oltre ai sax suona i flauti andini, ci sono Alessandro Gwis al piano e alle tastiere, Marco Siniscalco al basso e Michele Rabbia alle percusioni. La musica del quartetto rispecchia fedelmente i tratti della melodia tangueira e dell’improvvisazione jazzistica. Il risultato è una sorta di tango trattato, che nelle melodie e nei ritmi ha caratteristiche spiccatamente latine e, essendo meno vincolato dai canoni del tango tradizionale, diventa terreno fertile per l'improvvisazione jazz. L'appuntamento conclusivo, sabato 16, è con il progetto più recente di Girotto, stavolta accompagnato dall'Atem Sax Quartet. Da poco l'etichetta dell'Audiorium ha infatti pubblicato il disco di debutto "SUIX", in cui si intrecciano le voci di cinque sassofoni. Con David Brutti al soprano, Matteo Villa al contralto, Davide Bartelucci al tenore e Massimo Valentini al baritono, Girotto esegue composizioni originali tratte dal repertorio degli Aires Tango e nuovi brani che mettono in evidenza le difficoltà tecniche del sassofono. La sezione del quartetto si delinea su una struttura musicale decisamente cameristica e si combina, oltre che con i sassofoni soprano e baritono di Girotto, con i flauti andini e altri strumenti.