«Giselle» nel ricordo di Nureyev

Debutta questa sera al Priamar di Savona in anteprima per le scuole di danza «Giselle», con repliche domani e sabato aempre alle 21.15. Protagonisti le étoile Paola Vismara, nel ruolo di Giselle, e Maximiliano Guerra (primo ballerino ospite della Scala) nel ruolo del Principe Albrecht. La grande danza approda dunque al Priamàr, per la prima volta nel cartellone del Teatro dell'Opera Giocosa. Si tratta anche di un incontro artistico inedito e che si preannuncia molto fecondo per la vita culturale della città, con l'ospitalità di star internazionali che portano esperienze nuove e che hanno minuziosamente messo a punto lo spettacolo insieme alla coreografa francese, Jacqueline De Min, al direttore, Guido Maria Guida, e all'Orchestra Sinfonica di Savona. Il corpo di ballo è quello del Balletto Teatro di Torino, diretto da Loredana Furno.
La Giselle che andrà in scena al Priamàr si porta dietro ulteriori motivi di interesse: la compagnia torinese guidata dalla Furno e le stesse coreografie della De Min firmarono l'ultima Giselle di Rudolf Nureyev (nell'88) e il debutto nel ruolo del principe Albrecht di Roberto Bolle (nella ripresa della stagione '96-'97). Le scene e i costumi, sempre di Anna Anni, saranno riallestiti come in quelle due precedenti occasioni. Se pensiamo che prima Guerra, poi Bolle, sono stati definiti "erede di Nureyev", si configura una sorta di continuo omaggio al grande Rudy.
Giselle è considerato il capolavoro del balletto romantico. Il soggetto, del 1841, nasce dalla fantasia del grande scrittore Théophile Gautier che, sfogliando le pagine di «De l'Allemagne» di Heinrich Heine, rimane attratto dalla leggenda delle Willi, spiriti della tradizione popolare tedesca. L'azione è svolta con mirabile chiarezza grazie ad uno sviluppo drammaturgico particolarmente felice ed equilibrato che si muove su due piani distinti: nel primo atto in forma realistica (e, sul finire, altamente drammatica); nel secondo sul piano lirico e soprannaturale, secondo il gusto letterario del tempo. Il vocabolario coreografico di grande purezza e maturità stilistica, di intensa efficacia emotiva è potenziato dalla calda vena malinconica della musica di Adam: uno dei primi esempi di partitura composta espressamente per balletto e che sostiene in modo perfetto il ritmo e le figurazioni della pantomima e della danza.
«La mia idea di Giselle non può che essere tradizionale - dice la coreografa De Min - nel senso che lo considero un capolavoro del patrimonio universale del balletto, che come tale deve essere conosciuto e rappresentato. Io stessa l'ho danzato molte volte, ma il più bel secondo atto che io abbia mai visto era con Yvette Chauviré e Rudolf Nureyev, alla fine degli anni '60. Anche questo spiega la mia fedeltà alla linea franco-russa, che è poi quella autentica di questo balletto».