Gita ai Sacri Monti, i «reality show» della cristianità

Il primo di cinquanta fu quello di Varallo Sesia nel XVI secolo. I più belli? Sono a Varese e a Ossuccio

Misero d'accordo popolo e potere: già questo non è poca cosa. Nacquero a immagine e somiglianza di Gerusalemme, ma finirono per essere una prima grande forma di “reality show” dedicata alla vita di Gesù. Sono i Sacri Monti, quei complessi devozionali costituiti da una chiesa centrale attorno a cui si sviluppano cappelle o romitori che illustrano a puntate la passione di Gesù, attraverso grandi gruppi di statue in terracotta o gesso. Fra il XVI e il XVII secolo i Sacri Monti cominciarono a essere edificati fra i boschi e le colline di tutta Europa. Ma i primi - il prototipo è Varallo Sesia - furono in Italia, fra Piemonte e Lombardia, lungo le vie di valico per il grande Nord protestante: li volle la Chiesa per dare al popolo dei pellegrini una meta più vicina e meno pericolosa della Gerusalemme post crociate e per arginare la diffusione delle tesi di Lutero. Il pellegrinaggio a quell'epoca era un dovere. Così la gente saliva ai Sacri Monti e imparava la vita e le sofferenze di Gesù guardandolo negli occhi, a grandezza naturale, mentre portava la croce verso il Calvario o mentre spezzava il pane per gli apostoli.
L'autunno, con il lungo ponte di Ognissanti, ben si presta a una riscoperta di questi luoghi dove lo spettacolo è dato sia dall'arte sia dal paesaggio in cui i Sacri Monti sono immersi. In Italia i Sacri Monti sono una cinquantina. Nel 2003 l'Unesco ne ha iscritti nove, in Nord Italia, nel patrimonio dell'umanità, sacrimonti.net, due in Lombardia: Varese e Ossuccio, sponda ovest del Lago di Como.
Il Sacro Monte di Ossuccio (info 0344 55211, comunicare.it/luoghi/ossuccio, oppure Abbazia dell'Acquadredda 0344-55208) è più adatto agli amanti del trekking e ai cacciatori di emozioni: il santuario di santa Maria del Soccorso si svela poco a poco al visitatore impegnato nell'escursione che collega, lungo tratti acciottolati, le quattordici cappelle, tutte seicentesche, del Sacro Monte. Lo scenario è impagabile: a strapiombo su un orrido solcato dal torrente Perlana, mentre all'arrivo il panorama si allarga fino a Bellagio e alle Grigne.
Al Sacro Monte di Varese, incorniciato dal parco di Campo dei fiori (info Santuario di Santa Maria del Monte, via Assunzione 21, tel. 0332.229223, sacromonte.va.it), si può decidere di arrivare a piedi percorrendo la via che tocca le 14 cappelle pensate da Giuseppe Bernascone e dedicate ai misteri del Rosario, con la funicolare, dalla prima cappella della via sacra, o in auto, iniziando quindi la visita a questa oasi di pace dall'alto, dal piazzale del santuario dove hanno sede anche il monastero delle romite ambrosiane e il loro laboratorio di restauro e il Museo Baroffio, museobaroffio.it, 0331.777472, tre euro: vero scrigno di arte sacra, custodisce anche una sezione contemporanea. Oggi pomeriggio alle 15.30 mini corso dal titolo Il leone, la campanella e la ruota per imparare a decifrare i santi nei dipinti e non confondere il drago di San Giorgio con il mantello di San Martino.