Giua, la pittrice che sfiderà i «grandi» a Sanremo

Giovane promessa della musica. Una definizione che spesso viene affibbiata ai cantanti emergenti. Ma Giua, che alla fine del mese sarà a Sanremo, è davvero un talento promettente. Lo dicono i premi che ha già ricevuto (Castrocaro, Lunetia, Recanati); lo dice il fatto che con lei suonano Fausto Mesolella (Avion Travel) e Beppe Quirici (Ivano Fossati); lo dice la sua musica, fatta di melodie raffinate e testi originali. Giua sarà domani sera all’Auditorium, per la rassegna «Generazione X».
«Suonerò i dieci brani del disco - dice Giua - e alcuni brani di musica popolare. Amo il fado e la musica brasiliana, mi piace farli miei. Dopo il Festival, ripubblicherò l’album con il pezzo di Sanremo, un altro brano inedito, la cover per sola voce e chitarra di La donna cannone e una canzone di qualche anno fa, Petali e mirto. La presentai a Castrocaro. Poi la ascoltò la cantante brasiliana Adriana Calcanhotto e decise di includerla nella scaletta dei suoi concerti. Una bella sorpresa».
Che effetto le fa immaginarsi sul palco del Teatro Ariston?
«È una grande occasione. Credo che in quei giorni ci sarà molta tensione. Però Sanremo non segna né l’inizio né la fine della mia avventura, è solo un punto di svolta».
Ci racconti la sua canzone, «Tanto non vengo».
«È ironica. Tratta il tema dell’attesa nel rapporto tra due persone. L’attesa come tattica, il tenere l’altro sulla corda. Un modo goffo di rapportarsi, diverso dall’attesa di un incontro che dovrà realmente avvenire».
Il suo talento si estende anche alla pittura. Da poco ha esposto a Shanghai.
«È una passione cui dedico tempo da molti anni. In fondo colore e musica hanno tanti tratti in comune».