La giubba di Davigo, la pelliccia della moglie

Piercamillo Davigo, La giubba del re. Intervista sulla corruzione, a cura di Davide Pinardi, Editori Laterza 1998, nuova edizione aggiornata 2004, 233 pagine, 10 euro. Dalla quarta di copertina: «L’accorata analisi di uno dei magistrati più noti in Italia». Pag. 111: «Tutti o quasi dicevano: “Non rubavamo soltanto noi, ma lo facevano anche gli altri che non avete individuato”. \ Non riesco a immaginare come un imputato di rapina tenti di difendersi affermando “Perché mi volete condannare? Ci sono altri rapinatori di banca che non avete preso”». Pag. 128: «Mi sono capitati processi dove centinaia di persone hanno pagato qualche milione per non fare il servizio militare. Parliamo di centinaia di persone, non di qualcuna. Questo vuol dire, in primo luogo, che in una situazione nella quale il contingente viene comunque alimentato, io pago non solo per non fare il servizio militare ma anche perché altri lo facciano al mio posto. \ Tutti i giovani venivano da buone famiglie che li finanziavano, perché a diciannove anni non si hanno dei milioni cash nel portafogli. Questo la dice molto lunga sulla diffusione di certi comportamenti e sulla valutazione che di essi viene data nel complesso della società». Pag. 76: «I familiari non prendono mai le distanze dal congiunto che si scopre corrotto. \ Non ho mai visto mogli che si separavano perché il marito era un corrotto; ho visto, invece, mogli che denunciavano il marito corrotto perché non passava loro un assegno abbastanza consistente. Tra l’etica e la pelliccia prevale spesso la pelliccia».