Un giudice abituato alla ribalta

Roberto Pallini, 65 anni, vicino alla corrente moderata di Unità per la Costituzione, è un giudice abituato a lasciare il segno sui processi di cui si occupa. Prima di assolvere gli imputati dall'accusa di aver concorso ad aggiustare la causa civile del Lodo Mondadori, aveva annullato l'anno scorso i tre ergastoli decisi in primo grado per Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, gli ex neofascisti imputati della strage di Piazza Fontana. E nel gennaio del 1998, aveva ridimensionato le responsabilità dei tifosi romanisti che avevano provocato gravissimi incidenti allo stadio di Brescia. Pallini escluse che gli ultrà avessero agito al fine di ricostituire il disciolto partito fascista come aveva ipotizzato la procura bresciana. Pallini sempre a Brescia condannò il generale della Guardia di finanza Giuseppe Cerciello per concussione, reato più grave rispetto alla corruzione ipotizzata prima dalla procura di Milano e poi dai pm di Brescia, dove il processo era finito per decisione della Cassazione.

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