Il giudice Castellano: «Mai fatto soffiate ai vertici Unipol»

Il magistrato milanese: «Ho agito sempre correttamente». Deutsche Bank: «Nessuna richiesta dagli inquirenti»

da Perugia

Ha confermato il suo rapporto di conoscenza con il presidente dimissionario di Unipol Giovanni Consorte, sostenendo però di avere commentato con lui solo ciò che era già sui giornali e di non avere mai rivelato notizie riservate: il magistrato milanese Francesco Castellano si è difeso così, ieri, davanti ai Pm di Perugia.
La procura del capoluogo umbro ha aperto un fascicolo nei confronti del presidente del tribunale di sorveglianza di Milano - accusato di millantato credito e rivelazione di segreto di ufficio - dopo che sono state intercettate alcune telefonate con Consorte, e tra quest’ultimo e i suoi collaboratori. Nei colloqui - secondo la versione dell’accusa - si farebbe riferimento a un presunto «interessamento» del magistrato milanese all’indagine condotta dalla Procura di Roma in merito alla scalata della Bnl da parte di Unipol. Circostanza che Castellano ha sempre negato.
Le intercettazioni eseguite dai magistrati milanesi, e agli atti dell’inchiesta su Antonveneta, vennero trasmesse a quelli di Roma e quindi da questi ai loro colleghi di Perugia (le toghe romane potrebbero essere «parti lese» nella vicenda), nonché al Csm.
Ieri le telefonate tra Castellano e Consorte sono state ascoltate nel corso dell’interrogatorio, durato oltre tre ore, davanti al procuratore Nicola Miriano e ai suoi sostituti Sergio Sottani e Alessandro Cannevale, titolari dell’inchiesta. Il magistrato milanese ha risposto alle loro domande «fornendo spiegazioni per ciascuna di esse», ha sottolineato al termine il suo difensore, l’avvocato Jacopo Pensa.
Castellano ha spiegato di avere conosciuto Consorte circa due anni fa grazie a comuni amici. Ha sostenuto di avere avuto con lui rapporti di cordialità e di amicizia, nonché di averlo incontrato diverse volte. ma ha invece negato di avere fatto riferimenti all’indagine condotta dalla Procura di Roma sulla scalata dell’Unipol alla Bnl e tanto meno di avere rivelato notizie riservate.
Ieri intanto Deutsche Bank, in una nota, ha smentito di aver ricevuto comunicazioni formali da parte della Procura di Roma che indaga sulla scalata a Bnl come pure l’esistenza di qualsiasi patto parasociale con Unipol.