Il giudice dell’aborto: «Minorenni, ci penso io»

Il magistrato invita «le minorenni che vogliono abortire senza farlo sapere ai genitori vengano da me» e a Savona scoppia la polemica. È successo dopo le dichiarazioni pubbliche rilasciate da Fiorenza Giorgi, giudice tutelare, che scende, per così dire, in campo dopo la vicenda di Pordenone che ha visto una ragazzina di 15 anni, alla seconda gravidanza, rivolgersi a un avvocato per impedire ai genitori di farla abortire.
La dottoressa Giorgi ha dichiarato: «Le minorenni che rimangono incinte e non vogliono farlo sapere ai familiari hanno la possibilità di farlo senza traumi rivolgendosi al giudice tutelare».
Insomma, l’esternazione, che ha tutti i crismi di legge, ha tuttavia fatto infuriare chi della battaglia per la difesa della vita ad ogni costo ha fatto una scelta esistenziale. «Non va bene che ci siano giudici che fanno politica, visto che mi sembra proprio di assistere a esternazioni politiche, quantomeno inopportune in campagna elettorale», dice Eraldo Ciangherotti, presidente del Movimento per la vita, di Albenga e capolista Liguria per la Moratoria Aborto No Grazie, che sabato girerà la Liguria con Giuliano Ferrara (Imperia ore 9.30 piazza san Giovanni; Savona ore 11.30 palazzo della Provincia; Genova ore 15.30 Teatro della Gioventù; La Spezia ore 17.30 sala Dante).
«Il giudice Giorgi - continua Ciangherotti -, ha deciso di parlare forse perché, come lei stessa commenta, sono alcuni mesi che non arrivano al tribunale ragazze minorenni che vogliono abortire. Di qui il suo appello di magistrato, di donna e forse anche di madre a tutte le ragazzine minorenni di andare da lei e bypassare la famiglia quando dovessero pensare di interrompere una gravidanza». Ciangherotti contesta il principio di autodeterminazione della donna ribadito dal giudice savonese, che «fa pagare un prezzo altissimo a un’altra persona, ovvero il figlio che non poterà nascere».