Il giudice estromette Agnoletto

Piero Pizzillo

Clamorosa sconfitta ieri in tribunale del Genoa social forum e del suo portavoce all’epoca del G8, Vittorio Agnoletto, oggi parlamentare europeo, nel processo a 45 imputati (agenti e funzionari della polizia penitenziaria, della polizia di Stato, carabinieri e 5 medici), accusati di presunte violenze fisiche e morali, commesse ai danni dei no global fermati nei disordini e portati nella caserma di Bolzaneto. Il merito (o premio) va agli avvocati Alfredo Biondi, Giorgio Zunino, Sandro Vaccaro, Nicola Scodnik che avevano espressamente richiesto nelle loro memorie l’estromissione dal procedimento del Gsf e del suo capo, ma anche all’agguerrita schiera degli altri difensori, Umberto Pruzzo, Ilaria Pasqui, Piero Franzosa, Mario Iavicoli, Maurizio Mascia, Vittorio Pendini, Savi, Cecon, Curcuruto , Pischedda e Gallo, che in brevi interventi avevano chiesto anche loro di dichiarare inammissibile la costituzione di parte civile ai fini del risarcimento danni del Gsf, perchè con la vicenda «Bolzaneto» non «ci azzeccava» per niente. La ferma opposizione, preludio dela dura battaglia che i legali sono intenzionati a condurre contro l’impostazione dell’accusa, non è stata improduttiva. A questo punto va ricordato che anche l’avvocato dello Stato, Giuseppe Novaresi, si era opposto alla costituzione di parte civile del Gsf. Il tribunale, presieduto da Renato Delucchi, ha infatti respinto l’istanza del Gsf e di Agnoletto, stabilendo che la predetta associazione non ha alcun titolo, cioè non è legittimata a stare nel processo, e che non ha nulla a che vedere con i 45 imputati, nè con le presunte violenze commesse sulle parti lese. Perchè il Gsf è nato con il limitato fine di organizzare un «pubblico forum mondiale» da tenersi in Genova dal 19 al 21 luglio 2001, «privo di uno stabile radicamento nel territorio, tale da renderlo titolare di interessi che possano assurgere al rango di diritti soggettivi meritevoli di tutela risarcitoria». L’obiettivo del Gsf è quello di dare massimo risalto e visibilità esterna alle proposte alternative al G8. Nè si pùò sostenere che i fatti reato ascritti agli imputati possono aver prodotto una lesione alla personalità del Gsf. Per i giudici «il collegamento tra Gsf e i fatti di cui al processo è puramente ideologico».