Il giudice fa di tutte le multe un fascio

Una settimana di udienze solo per unificare i ricorsi: c’è persino chi ha ricevuto 150 bollette in pochi giorni

Oltre quindicimila sarebbero i ricorsi presentati dalle associazioni dei consumatori, che si sono riunite eccezionalmente in un unico comitato dei «telemultati». Un numero tanto elevato che sta letteralmente bloccando l'apparato burocratico degli uffici del Giudice di Pace in via De Amicis. E proprip per questo ieri mattina si è tenuto, davanti ad una vera e propria folla di cittadini che hanno gremito lo stretto corridoio del sesto piano, un primo incontro, presieduto da Cristina Mammano. L'intento, così come sarà per le sedute che si svolgeranno nel corso delle prossime settimane, è stato proprio quello di riunificare in un unico procedimento, i molteplici ricorsi presentati dai singoli cittadini che si sono successivamente rivolti alle associazioni dei consumatori. Tutto iniziò il 6 dicembre 2006, quando entrarono in funzione in via Tolemaide e via Archimede, i sistemi di video sorveglianza di Ami per sanzionare i trasgressori del codice della strada, qualora questi avessero invaso la corsia gialla preferenziale degli autobus. Stessa tecnologia anche per via Ravasco, dove la viabilità Ztl (Zona Traffico Limitato) venne sorvegliata da una videocamera che catturava le targhe dei non residenti che oltrepassavano la soglia.
Ma cosa contestano davvero le associazioni del consumatore? Anzitutto, l'avvocato Almo Costa, il lasso di tempo trascorso tra le prime contravvenzioni e il momento della prima notifica delle stesse: più di cinque mesi. Inevitabile chiedersi come si possa cercare di prevenire un reato ed educare un cittadino, avvisandolo con un ritardo così prolungato. A questo si annette una campagna di informazione inadeguata e poco visibile, tanto che l'assessore al traffico Arcangelo Merella emise un’ordinanza a luglio, per spostare il cartello di avviso in via Ravasco che era stato montato, quasi paradossalmente, dopo l'ingresso nella zona a traffico limitato.
Così ci troviamo ora davanti a casi come quello del signor Mario, fornaio del centro storico, che ha ricevuto a casa quasi cento notifiche, ovviamente tutte in un'unica consegna, reo di essersi recato tutti i giorni al lavoro transitando per via Ravasco, dove non era residente ma soltanto titolare di una attività, o come la signora Laura, che di verbali ne ha ricevuti ben centocinquanta e dovrebbe pagare più di diecimila euro di multe. Tra una ventina di giorni dovrebbero svolgersi le prime udienze vere e proprie ed arriveranno le prime sentenze che probabilmente determineranno se effettivamente si potrà uscire da questa situazione.