Il giudice Garzón fa fuggire il narcotrafficante

IL FRENO E il Parlamento vota per limitare la sua mania di indagare su fatti internazionali

MadridLa fortuna ed il prestigio sembrano voler abbandonare definitivamente il giudice più mediatico di Spagna: Baltasar Garzón. Un suo errore ha infatti provocato la fuga di un pericoloso narcotrafficante turco per il quale il pubblico ministero chiedeva 12 anni di carcere. E nel frattempo socialisti e popolari sono arrivati ad un accordo per limitare il principio della “giustizia universale” grazie al quale il giudice dell'Audiencia Nacional ha potuto aprire in passato casi come quello del dittatore Pinochet o di Guantanamo.
Il quotidiano madrileno El Mundo puntava ieri il dito proprio contro Garzón colpevole di aver fatto uscire di prigione il cittadino turco Sahin Eren, arrestato nel luglio 2006 mentre provava a introdurre in Spagna 13 chili di eroina del valore di mercato di vari milioni di euro. Il giudice infatti si è dimenticato di chiedere una proroga per l'arresto del narco, facendo sì che questi uscisse dal carcere. Eren doveva presentarsi tutti i giorni a firmare in tribunale, ma da un mese a questa parte nessuno lo ha più visto nei paraggi e la polizia pensa che sia scappato in Turchia.
La grossa svista del giudice non ha scuse, motiva El Mundo in un duro editoriale, anche perché la procura antidroga gli aveva ricordato con una lettera la scadenza, chiedendogli oltretutto di dettare altri 2 anni di carcere per il narco, considerato «molto pericoloso». I viaggi in Colombia e a Girona (nord della Catalogna) realizzati da Garzón in quel periodo lo avrebbero però distratto, spiega El Mundo e, una volta tornato a Madrid, il giudice avrebbe inoltrato la sentenza di carcere senza accorgersi di essere fuori tempo massimo di 6 giorni.
A far infuriare il quotidiano è anche la presunta indulgenza usata dal Csm spagnolo (Cgpj), che ha inflitto solo una sanzione disciplinare non grave contro il giudice, motivando che non esisteva un vero rischio di fuga del trafficante. Una scusa che, dopo che Eren ha fatto perdere le sue tracce, non sta più in piedi. Per una negligenza simile (la scarcerazione di un terrorista Eta), il giudice Guillermo Ruiz Polanco fu infatti sospeso per un anno.
Non è la prima volta che si apre un fascicolo su Garzón. Il Cgpj sta infatti investigando sulla ragione per cui il giudice non ha denunciato 200mila euro incassati per alcune lezioni tenute a New York. Mentre hanno suscitato vive polemiche decisioni del giudice, come quella di partecipare ad una battuta di caccia con il ministro della Giustizia socialista Fernando Bermejo (poi costretto alle dimissioni), mentre lo stesso Garzón investigava su una presunta corruzione nel Partito Popolare.
Ma le cattive notizie per il giudice che si rese famoso in tutto il mondo per la causa contro il dittatore cileno Pinochet non sembrano finire qui. I socialisti ed i popolari hanno raggiunto due giorni fa un accordo per limitare il principio per il quale l'Audiencia Nacional spagnola - di cui fa parte Garzón - può investigare dal 1985 reati gravi (genocidio, terrorismo, etc) in tutto il mondo e senza che nel caso siano implicati interessi o cittadini spagnoli. Il cosiddetto principio della “giustizia universale” verrà limitato per evitare che i giudici aprano cause - attualmente sono 14 - contro persone ed amministrazioni di tutto il mondo, senza che realmente si possano investigare a fondo. Solo una causa - quella contro il militare argentino Adolfo Scilingo - si è infatti chiusa con una condanna in Spagna, mentre tutte le altre si sono arenate, non senza creare prima seri problemi diplomatici. Adesso Garzón si vedrà privato dello strumento che gli ha dato notorietà internazionale e rischia di vedere archiviate le sue cause contro Usa e Marocco, accusati di torture e genocidio.