Il giudice di pace boccia le strisce blu: «Illegittime»

Per il codice della strada i parcheggi devono stare fuori dalla carreggiata

Patricia Tagliaferri

Non è la prima e non sarà l’ultima. Ma certo farà piacere a molti automobilisti sapere che un’altra sentenza di un giudice di pace di Roma ha dichiarato «fuorilegge» le strisce blu. Basta leggere il codice della strada per capire come mai chi viene multato per aver parcheggiato negli spazi riservati alla sosta a pagamento senza esporre il necessario tagliando, può vedersi annullare l’odiosa contravvenzione.
È accaduto all’avvocato Alfredo Vasta, che dopo aver ricevuto due di questi verbali ha fatto ricorso, vincendolo. E non perché il suo fosse un caso particolare, ma semplicemente perché a quanto pare il Comune non ha letto bene il codice della strada quando ha disposto che la città fosse invasa dalle strisce blu con relativi parcometri. La legge, infatti, prevede che le aree destinate al parcheggio a pagamento debbano essere «ubicate fuori dalla carreggiata», ossia fuori dalla strada destinata al transito dei veicoli. Il che vuol dire semplicemente che la quasi totalità delle strisce blu della capitale sono irregolari. Basta guardarsi in giro per rendersi conto che i parcheggi in questione si trovano quasi sempre all’interno della carreggiata e raramente, come invece dovrebbe essere, «inglobati» dai marciapiedi o protetti da cordoli spartitraffico.
È questo che l’avvocato Vasta ha sottolineato nel ricorso con il quale ha chiesto al giudice di pace di annullare le multe, per due infrazioni commesse il 18 e il 31 marzo, ricevute lo scorso luglio. Stessa violazione per i due verbali: sostava senza esporre il titolo di pagamento. «Contestazioni del tutto infondate e prive di alcun presupposto giuridico», secondo il legale. Che, foto alla mano, ha dimostrato al giudice come le aree blu dove aveva lasciato la sua auto, in via Paulucci de Calboli e in viale di Villa Grazioli, fossero chiaramente all’interno della carreggiata dove transitano le macchine. Di conseguenza, dovendosi ritenere illegittima la delimitazione da parte del Comune di parte della sede stradale per destinarla alla sosta a pagamento, il ricorrente non aveva commesso alcuna violazione. Una motivazione accolta in pieno dal giudice di pace Romano. «Dalla documentazione prodotta dal ricorrente - scrive nella sentenza - ed in mancanza di opposizione da parte del Comune emerge che gli spazi destinati a parcheggio, nelle vie indicate nei verbali impugnati, sono stati predisposti in violazione di quanto previsto dai commi 6 e 8 dell’articolo 7 del codice della strada, all’interno della carreggiata, con evidente restringimento della medesima». Poi, anche se le decisioni dei giudici di pace non fanno giurisprudenza, il giudice Romano va oltre, dichiarando «illegittime» le aree blu. «Essendo pertando illegittimo - si legge nella sentenza - il provvedimento del Comune relativo all’ubicazione dei suddetti parcheggi, anche in considerazione della mancanza, nelle dette aree o in altre nelle immediate vicinanze, di zone destinate a parcheggi senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta, ne deriva l’illegittimità della contestazione della violazione».