Giudice scombina il matrimonio combinato

Venti giorni dopo le nozze, la moglie ha denunciato il marito. E l’uomo è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti

Gaetano Ravanà

da Agrigento

Un matrimonio combinato è finito nel giro di venti giorni e, per di più in un'aula del Tribunale di Licata, nell'Agrigentino. Ancora oggi, in alcuni comuni siciliani, il matrimonio «combinato» dalle famiglie è un classico. Una usanza, che molte famiglie non riescono proprio a lasciarsi alle spalle. La mamma di un giovane operaio ravanusano, preoccupata perché il figlio, emigrato in Germania, non riusciva a trovare una donna da sposare, si rivolge alla commare. Quest'ultima, in paese ha la fama di avere combinato molte unioni, e pertanto si mette subito alla ricerca di una giovane donna libera, che intende sposarsi. Dopo un paio di giorni, riesce a individuare una ragazza ventenne. Le famiglie si conoscono e la mamma dell'operaio rimane incantata dalla dolcezza della fanciulla. «È la donna che fa al caso di mio figlio». Immediatamente, chiama in Germania il ragazzo e lo mette al corrente della situazione. «Ho trovato una ragazza che fa al caso tuo: non lavora, ama rimanere a casa per accudire la sua famiglia. È una occasione da non perdere». Il figlio si fa dire il nome, ma non riesce a ricordarla, però alla fine accetta. Le due famiglie danno il permesso ai due piccioncini di conoscersi telefonicamente. I genitori della ragazza, capiscono che le bollette alla fine del mese saranno salate, ma in fin dei conti per la felicità di una figlia, si fa anche l'impossibile. I due fidanzati preparano le nozze praticamente per telefono. A tutto pensano i genitori: dalla chiesa alle pubblicazioni, dai fiori al ristorante per ringraziare gli intervenuti. I due ragazzi si conoscono due giorni prima delle nozze. La mattina del matrimonio, i familiari della ragazza per arrivare in chiesa fanno transitare la loro figlia con l'abito bianco dal centro della cittadina, come a dire: «Nostra figlia ha trovato finalmente marito». Dopo la cerimonia, il viaggio di nozze ed è qui che cominciano i primi problemi. L'uomo, pretende dalla moglie dei rapporti sessuali particolari, e la ragazza, evidentemente inesperta, si rifiuta. A quel punto cominciano a volare parole grosse, tra i due i rapporti si fanno subito tesi, fino a quando, a seguito dell'ennesima lite e dopo pochi giorni di luna di miele, la giovane decide di tornarsene a casa. Racconta tutto ai propri genitori e si convince a chiedere la separazione e denunciare il marito per maltrattamenti. Infatti la giovane asserisce di essere stata anche picchiata. Il giudice raccoglie gli elementi e decide per il rinvio a giudizio per maltrattamenti.