Il giudice scrive alla Consob: «Aggiotaggio su Schiapparelli»

Il titolo perde il 3,5%. Domani gli interrogatori dell’ad Mazzola e degli altri manager arrestati

da Milano

Nella girandola di manovre borsistiche che hanno portato al crac Finpart, per il quale sono già stati arrestati l’ex amministratore delegato Gianluigi Facchini e altri tre manager, viene alla ribalta anche l’ipotesi di aggiotaggio su titoli della farmaceutica Schiapparelli. Il trait d’union fra le due società è rappresentato da uno degli arrestati: Gianni Mazzola, già numero uno di Finpart dopo l’uscita di Facchini, e attualmente azionista di riferimento e amministratore delegato di Schiapparelli.
Insieme all’industriale tessile Michele Paoloni, attuale proprietario di Cerruti Holding - già controllata da Finpart - Mazzola avrebbe messo in atto, nelle scorse settimane, una spericolata operazione di aggiotaggio sulle azioni Schiapparelli, secondo la lettera inviata ieri al presidente della Consob Lamberto Cardia dal pm milanese Luigi Orsi, che indaga sul crac Finpart. Una vicenda che ha portato agli arresti, oltre che di Mazzola, Paoloni e Facchini, anche dell’ex direttore generale della Popolare di Intra, Giovanni Brumana, indicato come responsabile dell'enorme esposizione dell'istituto di Verbania verso la Finpart. Domani i quattro manager saranno interrogati dal gip milanese Piero Gamacchio.
L’arresto dell’amministratore delegato e la lettera del pm alla Consob hanno scatenato a Piazza Affari la bufera sul titolo Schiapparelli, che ha perso il 3,5% a 0,04 euro. Da parte sua, la società farmaceutica ha confermato Mazzola nell’incarico di ad, annunciando però che sarà sostituito in consiglio da un altro membro con «limitati poteri di ordinaria amministrazione», per assicurare «una regolare continuità nelle attività aziendali».
Dalle intercettazioni a carico di Mazzola è emerso anche il nome della banca francese Société Génerale, i cui uffici milanesi sono stati perquisiti ieri dalla Guardia di Finanza. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno passato al setaccio anche l’abitazione di Marco Lori, ex consigliere di Finpart, indagato a sua volta per bancarotta, e del commercialista Marco Leonardi, che gestiva la documentazione di Facchini.
La procura di Milano ha disposto infine il sequestro preventivo di tutte le azioni Inimm 2000, ritenute corpo del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, che fanno capo per il 50% alla fiduciaria Intrafid. Dal 2002, quando era controllata da Finpart, Inimm 2000 aveva dato il via a una girandola di operazioni con società dello stesso Facchini e di Gianni Mazzola, ultimo azionista di riferimento di Finpart.
Intanto, la Popolare di Intra, che da oggi inizia l’esame della short list per la scelta del partner bancario, ha affidato a Pricewaterhousecoopers la valutazione della situazione, dopo la notizia dell’avviso di garanzia al direttore generale Claudio Ferrari.