Il giudice «taglia» le pattuglie notturne dei vigili

Nel braccio di ferro tra Comune e vigili, il giudice dà ragione ai vigili. «E da questa notte - si lamenta il vicesindaco Riccardo De Corato - Milano sarà meno sicura». Motivo del contendere, il numero degli agenti che devono comporre un equipaggio notturno. Ridotto, lo scorso febbraio, da tre a due dal sindaco Letizia Moratti, rendendolo uguale a quello di polizia e carabinieri e aumentando così il numero delle pattuglie in servizio, portate da 16 a 22. Immediata la protesta dei «ghisa» con conseguente causa promossa dal sindacato e perorata dagli avvocati Gianluigi Valesini e Laura Sitzia. Ai quali il giudice del lavoro Giovanni Casella ha ora dato ragione con una sentenza che condanna la Moratti per «comportamento antisindacale». Illegittima, dunque, la riduzione degli agenti. Il Comune, secondo il giudice, «non poteva modificare gli aspetti organizzativi senza la necessaria contrattazione con le organizzazioni sindacali di categoria». E così il tribunale ordina la revoca della disposizione esecutiva firmata dal comandante Emiliano Bezzon. «Causa di ben quattro scioperi - accusa il Sindacato dei lavoratori Intercategoriale - ed emessa su ordine del sindaco e del vicesindaco per far fronte alla vistosa disorganizzazione determinata dall’accorpamento dei comandi di zona, ridotti da 15 a 9».
La decisione del giudice, assicura Roberto Miglio delegato Rsu della Polizia locale, «diventa immediatamente operativa, le pattuglie notturne dei vigili torneranno a essere composte da tre agenti». Pronta la risposta del vicesindaco Riccardo De Corato che annuncia l’intenzione del Comune di impugnare la sentenza. «Siamo convinti - assicura - che la riduzione del numero di agenti nei servizi notturni, con conseguente aumento del numero di pattuglie, sia stata una decisione legittima. E che vada nella direzione di un più efficace presidio del territorio e di una maggiore sicurezza, sia per i cittadini che per gli stessi agenti. Prova ne è il fatto che polizia e carabinieri, che spesso operano in contesti molto più rischiosi, già svolgano questi controlli con due uomini per pattuglia». Il ricorso dell’Avvocatura comunale sarà effettuato «in considerazione del fatto che il provvedimento riguarda l’organizzazione del servizio ai cittadini, senza assolutamente intaccare gli indirizzi e i criteri per garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro, né avere conseguenza sulla qualità del lavoro e la professionalità dei dipendenti. E quindi non è materia di contrattazione con i sindacati». Oggi, sottolinea De Corato, «il giudice del lavoro ha stabilito che siano i Cobas a decidere di una materia fondamentale come i servizi per la sicurezza della città. E l’effetto della sentenza sarà immediato: torneremo ad avere 16 pattuglie invece di 22. E questo non ci permetterà di operare come vorremmo in tutte le zone a rischio».