Giudici militari «imboscati» Il governo: «Va bene così»

I magistrati «in divisa» sono 103 e istruiscono ogni anno meno di 10 processi a testa. I ministri Mastella e Parisi avevano promesso di tagliare i Tribunali inutili, ma è rimasto tutto come prima

Centotré magistrati per mille sentenze all’anno. Meno di 10 verdetti a testa in 12 mesi di «lavoro». E in Cassazione i dati sono ancora più tragicomici: appena 6 udienze in tutto il 2006. Ciò che accade in Italia nella giustizia militare non ha precedenti nel mondo. Una corte di toghe specializzata in reati «con le stellette» che può contare sull’ausilio di 700 impiegati, 300 telefonini e 70 auto blu. Rinunciare a prebende e privilegi è durissimo, anche se a onor del merito va detto che in passato più di un magistrato «in divisa» ha fatto outing, evidenziando l’assurdità di una struttura elefantiaca che ormai non ha più motivo di essere. E non certo da oggi, considerato che l’abolizione dell’obbligatorietà del servizio di leva risale al 2005: da quella data, infatti, il lavoro dei Tribunali militari (che per il 70% dei casi si concentrava su reati commessi da soldati durante l’anno di naia) è praticamente azzerato. Di sua competenza sono rimaste le cause che coinvolgono militari professionisti, carabinieri, poliziotti e finanzieri: tutta gente che, solitamente, è abituata a vivere facendo della legalità il proprio tratto distintivo. Peccato però che negli ultimi due anni nessuno si sia preso la briga di mettere mano al comparto della magistratura militare, riorganizzandolo su un’«utenza» potenziale divenuta infinitamente più ridotta. Il ministro della Giustizia Mastella e quello della Difesa, Parisi, negli ultimi mesi si sono prodigati in una raffica di promesse, che però sono rimaste lettera morta. Appena due mesi fa la «coraggiosa riforma» sbandierata a mezzo stampa dalla coppia Mastella-Parisi è stata rimandata «a data da definirsi». Insomma, è finita nel dimenticatoio. E dire che sia il ministro della Difesa, sia il Guardasigilli si erano sbilanciati nell’assicurare «drastici tagli degli Uffici Giudiziari Militari, giudicanti e requirenti, di ben due terzi: cioè da 12 a 4 (3 Tribunali e un’unica Corte d’Appello, senza Sezioni distaccate)». Poi il colpo di scena: a causa di non meglio precisate «pressioni lobbistiche», la riforma è stata congelata, lasciando tutto come prima. Con tanto di pacca sulle spalle a magistrati che - nel caso dei più stakanovisti - fanno appena 4-5 udienze al mese. E negli altri giorni? Consulenze, corsi, incarichi giudiziari ed extragiudiziari. Lautamente pagati.