A giudizio le tre nonnine «maîtresse»

Dovranno affrontare il processo le tre «nonnine» che il 19 giugno scorso furono arrestate dalla Polizia perché gestivano una casa d’appuntamento nello storico rione Monti. A disporne il rinvio a giudizio per il reato di favoreggiamento della prostituzione è stato ieri mattina il Gup Renato Croce. Assunta Lepori, 86 anni, Marisa Maurizi, 80, e Lucia Depierro, 87, difese dall’avvocato Giovanni Nunnari, dovranno comparire in dibattimento il prossimo 9 marzo davanti alla II sezione del Tribunale riunita in composizione collegiale. Le tre vecchiette, 253 anni in tre, una volta dedite alla prostituzione poi passate al ruolo di sfruttatrici, secondo l’accusa avrebbero permesso ad almeno 18 ragazze, quasi tutte straniere, di prostituirsi nel loro appartamento di via dei Capocci al civico 68, alle spalle del Viminale, facendosi pagare una percentuale sulle prestazione sessuali. Fu proprio l’incessante via vai di giovani vestite in abiti succinti accompagnate da uomini scesi da auto di grossa cilindrata a insospettire gli investigatori del commissariato Trevi-Campo Marzio che tenevano costantemente d’occhio la zona; i poliziotti fermarono quindi una ragazza che entrava nell’appartamento in compagnia del cliente. Gli stessi agenti si spacciarono come clienti: per una prestazione, fu chiesto loro di pagare circa 50 euro. Poi il blitz: nell’abitazione c’erano quattro lucciole di diversa nazionalità, tre delle quali clandestine: una cinese, una marocchina, una camerunense e una polacca e soprattutto. Le tre nonnine tenevano d’occhio il «business». La Maurizi, alla vista degli agenti, cercò anche di nascondere 340 euro senza riuscirvi. Le ragazze ammisero di pagare le più anziane ex colleghe dai 10 ai 20 euro per lavorare nell’appartamento; alle quattro, ben presto, se ne aggiunsero altre 14. Le tre vecchiette, vista l’età, ebbero i domiciliari. In considerazione dell’età non rischiano comunque il carcere.