Giuliana Falconieri

Questa santa era nipote di un santo: Alessio Falconieri, uno dei Sette Fondatori dei Servi di Maria, era suo zio. I suoi genitori, ricchissimi, avevano costruito la chiesa fiorentina dell’Annunciazione ed ebbero lei, figlia unica, quando erano già avanti negli anni. Rimasta orfana di padre, la quindicenne Giuliana volle seguire le orme dello zio, suo tutore, e si fece terziaria servita. Continuò a vivere nella sua casa e, insieme alla madre, seguì puntualmente la regola dell’ordine. Alcune giovani nobili fiorentine, sue amiche, si unirono a loro e, quando furono troppe, vennero alloggiate nel palazzo Grifoni, presso la chiesa dell’Annunciazione. Il popolo le chiamava “le mantellate” per via della foggia dell’abito che, a guisa di mantello, lasciava libere le braccia (per poter lavorare). Alla morte della madre, Giuliana andò a vivere con loro e ne fu eletta badessa. La comunità femminile venne col tempo aggregata all’ordine servita e la Falconieri ne scrisse la regola (simile a quella che s. Filippo Benizi aveva scritto per il ramo maschile). Ma ci volle quasi un secolo perché il papa, Martino V, la approvasse ufficialmente. La santa, sebbene macerata dai digiuni e le penitenze, morì verso i settantun anni nel 1341 e fu sepolta nella sua chiesa. Ora vorrei riprendere la sporadica abitudine di segnalare qualche buon libro: Giuseppe Fioravanti, Pedagogia dello studio (Japadre), utile per gli sfaticati; Carlo Stagnaro, Più energia per tutti (Rubbettino); Mario A. Iannaccone, Templari. Il martirio della memoria (Sugarco), per farla finita una buona volta con questa (pseudo) storia.www.rinocammilleri.it

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