Giuliana Fresco, l’arte di guardare dentro

Una trentina di dipinti, disegni, schizzi documentano la produzione dell’ultimo anno, dove protagonista è la figura umana

La Fondazione Stelline accoglie nel suo originale spazio di corso Magenta 61, nella Collezione Arte Antologica, una sezione dedicata alle voci più significative della pittura contemporanea italiana ed europea, le opere della pittrice milanese Giuliana Fresco sotto il titolo «Guardare dentro il quadro».
I trenta dipinti dell’autrice che vive tra Milano e Londra documentano anche la ricerca espressiva più recente dell’artista, dedicata alla figura e al volto umano. Disegnatrice da anni, la Fresco alterna un’originale riflessione sul ritratto a invenzioni pittoriche pure, sempre in bilico tra astrazione e figurazione, fra memoria ed evocazione, spazio e colore. «Il mio mondo pittorico - dice l’artista - è l’uomo, la figura umana, a volte strettamente compenetrata con il paesaggio, a volte isolata, nel tentativo di raggiungere una rarefazione dell’immagine, per non dire troppo, per non invadere e per lasciare spazio all’immaginazione». Il percorso espositivo si snoda, come sottolinea Martina Corgnati nel catalogo edito da Skira (25 Euro, 80 pagine), alla ricerca di una forte texture e nella costruzione del quadro come stratificazione di materia e colore. In «Dire di meno» la Corgnati spiega come nel lavoro della Fresco le tendenze e le tensioni sono diventate sempre più sensibili nel corso di questi ultimi dieci anni. «Cominciamo dalla fine: ci si accorge al primo sguardo che i dipinti recenti dell’artista contengono meno segni, meno presenze, meno cose da vedere e meno “riferimenti colti”, ma non meno pittura di quelli precedenti... Il colore che prima era effusione espressiva, oggi è avvenimento e anche la materia pittorica tende a farsi più trasparente, diluita, penetrabile, meno ansiosa...». Questa filosofia del «dire di meno» la possiamo riscontrare in «Conversazione in Toscana» e «Introspezione», ma anche in «Controluce» e «Ourselves», tutti del 2007. In «Gunter», dello stesso anno, un olio di rara espressione di bellezza, dove il segno nulla toglie al ritratto, i colori sono vivi e parte fondamentale di un contrasto coloristico e chiaroscurale. Nei ritratti degli anni Ottanta come «Reading in the Garden», dove un’anziana signora legge il suo libro in un giardino estivo l’artista ci riporta alla «Madre» di Boccioni o ad alcuni quadri di Tallone. Nei ritratti di donna lo sguardo è severo, impegnato, ma non preoccupato come in quello di «Roland» del 2007. Grazie alla sua particolare tecnica espressiva, Giuliana Fresco riesce a ricreare atmosfere rarefatte lasciando ampio spazio all’osservatore per trarre ricordi e memorie che ci insegnano a «Guardare dentro». Non è un caso che questo sia il titolo della mostra, promossa dalla Fondazione Stelline con il patrocinio della Regione Lombardia, del Comune e della Provincia di Milano, che rimarrà aperta fino al 21 luglio nella Sala del Collezionista.
Giuliana Fresco
Fondazione Stelline, corso Magenta 61
Orari: lunedì h. 14-19, dal martedì al sabato h. 10-19
Fino al 21 luglio