Giuliani e il giallo della «nuova scossa»

Roma«Da ieri sera abbiamo avuto un forte incremento di radon». Dieci parole e all’Aquila è tornata la paura. L’unico centro commerciale aperto, l’Aquilone, è stato sgombrato. Molta gente di Avezzano, che si trova a cinquanta chilometri dal capoluogo, ha deciso di dormire in macchina. «Arriva la scossa, l’ha detto Giuliani!». Il passaparola si è sparso nelle strade ancora deserte, nei pochi bar agibili e fino agli uffici comunali ospitati nella scuola della Finanza di Coppito.
Qualcuno ha giocato sul terrore di questa gente. Sulla loro angoscia attaccata alla pelle come la polvere che ancora ricopre le macerie delle case. Su YouTube è stato diffusa una finta intervista di Giampaolo Giuliani, tecnico dell’Istituto di fisica nucleare del Gran Sasso: un suo colloquio di due minuti in cui annunciava una possibile scossa nelle successive ventiquattr’ore. Giuliani è l’uomo che aveva predetto il terremoto del 6 aprile con il metodo della concentrazione di radon associata a un evento sismico. Radon all’Aquila significa scossa in arrivo. Di Giuliani si ha paura ma tutti gli credono. In una città in cui persino un camion che fa vibrare la strada crea un tremore di spavento alle gambe, qualsiasi parola ha il valore di una premonizione.
«Si prevede una scossa del tredicesimo grado della scala Mercalli!», quasi gridava ieri al telefono un addetto dell’azienda Euro immobiliare, che sta preparando casette di legno da vendere a chi non vuole più dormire tra due muri. Per tutto il giorno è stato così: panico, il mostro dell’angoscia che torna nel ricordo di chi ha vissuto la notte del grande terremoto.
Dalla Regione Abruzzo dichiarano di non avere ordinato nessuna evacuazione, ma la psicosi avrebbe creato falsi avvisi di sgombero dei locali pubblici e privati: il sospetto, spiegano dagli uffici del governatore Gianni Chiodi, è che qualcuno «si sia spacciato per carabiniere o per addetto della Protezione civile ordinando di lasciare i locali».
L’incremento di radon, spiegava il tecnico nell’intervista, «si potrebbe risolvere scaricando in diversi colpi, spero non in tutt’uno». Questa frase in particolare ha innescato l’angoscia. Il possibile epicentro di una nuova o di più scosse, secondo il video trasmesso, sarebbe stato proprio Coppito, il luogo dove oggi arriverà il papa e si svolgerà il G8 di luglio.
Ma l’intervista non era vera, confezionata da qualche sciacallo che gode della paura di chi non ha più niente e che ora verrà cercato come un criminale dalla squadra mobile dell’Aquila con l’aiuto della polizia postale. In serata Giuliani ha presentato una denuncia contro ignoti disconoscendo la paternità del video. Secondo il ricercatore, sarebbero stati utilizzati vecchi filmati e inseriti, con un’operazione di montaggio digitale, spezzoni di sue dichiarazioni collegate in modo da farle sembrare un unico intervento. Ieri sera il video è stato oscurato. Quando era ancora visibile, compariva la testata della tv byoblu, la stessa che ha lamentato la scomparsa dalla rete di un’intervista a una donna di Paganica che ringraziava Giuliani di averla avvisata del terremoto. Ma anche questo potrebbe essere stato uno scherzo digitale.
Il sindaco Massimo Cialente ieri non ha firmato l’attesa ordinanza che concede ai cittadini che hanno la casa agibile di tornare ad abitarla. Ma in una giornata così, difficilmente qualcuno avrebbe dormito sotto un tetto: «Tutta L’Aquila è in agitazione», confermano dal comitato centro. Il panico è arrivato fino alla costa adriatica, dove sono ospitate migliaia di sfollati.