Giuliani, Tursi ancora contro la legge

Ormai è diventata un’abitudine. Il Comune delibera, solleva polveroni, e poi finisce tutto in nulla. Semplicemente perché la legge dice il contrario di quello che si ostina a sostenere la maggioranza di Giuseppe Pericu. Era toccato, solo più recentemente, alla delibera sul voto agli immigrati, cancellata dal Consiglio di Stato. Toccherà presto al cippo per Carlo Giuliani in piazza Alimonda. A meno che la pubblica amministrazione non accetti di aspettare ancora sei anni per riprovarci. Perché, checché ne deliberi la sinistra spaccata, e grazie a qualche voto dei «moderati» della Margherita, esiste in Italia una norma che vieta di erigere «ricordi permanenti» sulla pubblica via (o piazza, naturalmente) a chi è scomparso da meno di dieci anni. E questo lo ha spiegato chiaramente anche il prefetto Giuseppe Romano agli amministratori genovesi, in una lettera inviata ai primi di agosto che attende ancora una risposta.
La decisione presa a soffertissima maggioranza non potrà dunque avere riscontri nella realtà. A dire il vero c’è una possibilità di derogare alla norma dei dieci anni, ma questo avviene solo per persone che abbiano dato particolare lustro alla nazione. Tanto per dare un’idea, è sufficiente pensare che tale meriti non sono stati neppure riconosciuti a Marco Pantani, al cui monumento si è già opposto il prefetto di Forlì-Cesena. Si, perché chi potrebbe concedere la scorciatoia è solo il prefetto, al quale il Comune deve comunque chiedere l’autorizzazione alla posa del cippo. Una richiesta di autorizzazione che da Tursi, dove danno ormai per fatto il monumento al no global, non è mai partita. L’iter dovrebbe poi in ogni caso passare attraverso il parere tecnico della Soprintendenza, che si esprime sull’inserimento della lapide nel contesto della piazza.
Intanto l’opposizione al cippo prosegue anche a livello nazionale. L’onorevole Giorgio Bornacin, di Alleanza nazionale, aveva chiesto al governo di esprimersi sulla delibera adottata dal Comune di Genova. All’interpellanza, firmata anche da Ignazio La Russa, risponderà il ministro Carlo Giovanardi nella prima seduta utile (oggi o al più tardi la prossima settimana) allo svolgimento del question time della Camera.